Bambini cattivi

E cosi’, il Ritalin e’ tornato. Per i bambini.

Bambini “iperattivi”, o affetti da ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattivita’), potranno essere “curati” con il farmaco che, secondo un avvertimento della Food and Drug Administration di due sole settimane fa, porta con se’ potenziali rischi di ictus, crisi maniaco-depressive, complicazioni cardiache e morte improvvisa anche su bambini in cura a normale dosaggio terapeutico.

Senza voler entrare nel merito della definizione di ADHD (molto discussa, perche’ facilmente generalizzabile a bambini sanissimi, rumorosi ed irrequieti come spesso sono i bambini sani, ma un po’ rompiscatole per genitori e maestri), c’e’ pero’ qualcosa da dire sulle modalita’ con cui e’ stata presa la decisione di approvare la commercializzazione del farmaco da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), decisione peraltro molto contestata su vari fronti.

Sembra che la decisione fosse obbligata: atomoxetina è stato registrato contemporaneamente in tutti i Paesi della Comunità Europea con procedura di mutuo riconoscimento che non consente alcuna discrezionalità autorizzativa nè da parte dell’AIFA né di qualsiasi altro Paese Membro.

Traducendo: si tratta di una decisione della UE che i paesi membri sono costretti a riconoscere. Quindi un organismo come la UE legifera – non su tutte le materie, per fortuna, ma senz’altro su questioni che riguardano la salute, il cibo che mangiamo, etc. – in modo indipendente e le sue scelte ricadono sui singoli stati membri, che devono adottarle, senza alcuna possibilita’ di decisione autonoma. Ma la UE sembra (“sembra” si fa per dire) sia pesantemente influenzata dalle lobby, tra cui senz’altro spicca per peso economico quella farmaceutica. E non e’ finita: il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco è presieduto da una ex alta dirigente di FarmIndustria, la lobby delle multinazionali farmaceutiche.

Non credo che sia necessario trarre conclusioni, in casi come questi le conclusioni si traggono da sole.

Ne approfitto pero’ per segnalare un libro che ho letto poco tempo fa e che ha parecchio a che fare con queste questioni: “La figlia dell’Imperatrice – la grande industria della malattia” di Hans Ruesch (Stampalternativa). Caldamente consigliato.

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