La Chiesa c’est moi

Un gruppo (sempre piu’ nutrito, siamo sul migliaio) di intellettuali cattolici sottoscrive un appello contro le ingerenze di papa e cardinali vari nella sfera politica italiana, ingerenze che considera di “inaudita gravita’”. La replica: “La Chiesa ha il dovere di parlare, non si può chiederle di tacere”.

Ora, a me par di ricordare che chiesa, ecclesia, stia per “comunita’ dei credenti”. Per cui devo essermi persa un passaggio. L’autorita’ ecclesiastica sta dicendo che questo migliaio di persone non fa parte della chiesa e percio’ deve star zitto?

Se fossi un cattolico, mi incazzerei come una biscia.

5 thoughts on “La Chiesa c’est moi”

  1. Premetto se ce ne fosse bisogno che sono atea, che detesto ogni religione ed ogni interferenza dei credenti nella vita dello stato. Ma trovo ingenuo pensare che la religione non debba interferire nella vita sociale in quanto _è_ uno strumento di controllo sociale. I parlamentari cattolici impostano tutta la loro campagna elettorale sulla difesa di valori catotlici e vengono _votati_ Non vedo violazione del Concordato perchè non v’è nessuna norma che proibisca ai credenti di candidarsi nè di attuare una politica coerente con i loro principi religiosi. Sarebbe come se in un referendum sull’aborto fosse proibito alle persone votare contro perchè le loro motivazioni sono di ordine religioso.
    Quello che avvilisce e fa incazzare è che la religione abbia ancora così tanta diffusione e potere tra le persone, questo sì…

  2. Non ho letto il Concordato direttamente, pero’ leggo su wikipedia quanto segue:
    Attraverso il concordato il Papa acconsentì di sottoporre i candidati vescovi ed arcivescovi al governo italiano per richiedere ai vescovi di giurare fedeltà allo stato italiano prima di essere nominati, e di proibire al clero di prendere parte alla politica. (http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_lateranensi)
    A me pare chiarissimo.
    Dice pure: “Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma” ma questa parte venne radicalmente modificata nel 1984, col nuovo Concordato firmato da Craxi.
    Sarebbe anche da ricordare che dopo il Concordato venne il Concilio Vaticano II, il cui spirito viene cosi’ pesantemente tradito proprio in questi ultimi anni.
    Non discuto affatto il diritto/dovere della Chiesa di fornire indicazioni morali e teologiche ai propri fedeli, ci mancherebbe. Ma qui si va oltre, si confonde il peccato con il reato, come dice giustamente l’articolo di aprileonline che avevo linkato. Trasformando gli imperativi religiosi in leggi dello stato si vuole fare si che anche chi non crede sia obbligato a seguirli e questo per me e’ abominevole.
    Ma comunque quello che mi premeva sottolineare con il post non era l’ingerenza negli affari dello stato, di cui si e’ parlato e si parla ampiamente un po’ da tutte le parti, ma la scollatura tra chiesa come comunita’ dei credenti e chiesa come apparato burocratico-gerarchico e il senso implicito della risposta data dalla curia agli intellettuali cattolici, ovvero “voi non siete chiesa”.

  3. Però quell’interpretazione di “prendere parte alla politica” è suscettibile di interpretazione: il clero non si candida ok, ma è difficile proibirgli di esprimere la propria opinione e le “direttive” ai suoi fedeli, siano essi elettori o eletti. Poi sì, che ci sia una scollamento tra Chiesa come apparato gerarchico e chiesa come comunità è vero, ma ho paura che riguardi _una_ parte di questa comunità, e non la maggiore. Io sarò forse una “complittista”, ma non credo che la Chiesa agisca a casaccio, e l’elezione di un Papa forte ed intransigente dopo il papa mediatico risponde probabilmente ad un bisogno di..ehm mi consentite il termine fanatismo? da parte di un certo tipo di persone. Non sono all’altezza di ipotizzare i motivi, forse anche la paura dell’islam, forse un bisogno di identità, ma sono ipotesi buttate lì così.
    E appunto quello che volevo dire è che quello che spaventa me non è tanto che la chiesa tenti di imporre i suoi imperativi religiosi, ma che abbia il consenso di una maggioranza di cittadini….

  4. Mah, a me non sembra mica che abbia il consenso della maggioranza dei cittadini, soprattutto adesso che lo sta perdendo anche in certi settori cattolici. Anzi, io ho proprio l’impressione opposta, che cioe’ questa offensiva sia dovuta proprio al fatto che la sua “presa” sulla popolazione sta diminuendo. Se avesse piu’ influenza, non avrebbe bisogno di alzare la voce. E il gioco e’ rischioso, perche’ se da un lato intercetta consenso tra le frange piu’ oscurantiste e conservatrici della comunita’ cattolica e della popolazione in generale, dall’altro lo perde tra chi propende per un pensiero piu’ liberale.

  5. Accidenti, ho perso un pezzo.
    Sul fatto che si spinga verso un’accentuazione delle differenze sono d’accordo con te; anch’io penso che sia in atto un’operazione, piu’ o meno voluta, di estremizzazione delle posizioni. La questione dell’identita’ e’ cruciale in questo. L’Islam c’entra eccome, ma non (io penso) in quanto causa; non dimentichiamo che e’ stato scelto come nuovo nemico dagli USA, dopo la caduta dell’U.R.S.S., nemico-spauracchio storico; e questo ben prima dell’11 settembre.

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