Bambi(raptor)

Oggi colgo l’occasione di una sciocchezza da dimenticare per vedere se ho capito come si mettono i link.

La notizia da dimenticare e’ questa.
L’ansa titola l’articolo “Dinosauro aveva pollice opponibile”. Il bambiraptor (ma chi li sceglie i nomi?!) era un piccolo dinosauro, una specie di pollo incazzato, con tanti denti e unghioni incredibili, che mangiava bacherozzi. L’articolo si conclude cosi’: “Riusciva a tenere in mano la preda, ad usare le braccia per portarsi gli oggetti alla bocca, ed anche a far toccare la punta del pollice con quella del medio.”

Ora, sarebbe bastato cercare un po’ sulla stampa internazionale, per esempio qui, per scoprire che: primo, non e’ sicuro che avesse il “pollice opponibile”, si tratta solo di una possibilita’; secondo, non si tratta del “medio”, ma del “terzo dito”: “it would have been possible for the dinosaur to put the tips of the outer two of its three fingers together, the way a human can touch the tip of the thumb to the tip of the third finger”. Visto che di dita ne aveva tre, evidentemente non puo’ trattarsi del “medio”.

E li pagano pure.

4 thoughts on “Bambi(raptor)”

  1. Il link funziona perfettamente.
    Mi sa che che fra breve una delle poche cose che potranno fare opposizione sono i pollici dei babydinosauri.
    Jean
    P.S. tanto poi c’e’ il Ritalin per curarli…

  2. Vero, toko. “Fare opposizione” sembra passato di moda, ci si adegua, ci si allinea. Da un pezzo credo che le popolazioni del cosiddetto occidente siano vittime di una specie sindrome di Stoccolma a livello collettivo; forse un giorno ne scrivero’ qualcosa, ma e’ un argomento pesante, di quelli da dimenticare in fretta.
    Quanto al Ritalin, mi hai fatto ricordare un libro che ho letto di recente e ne approfitto per segnalarlo qui, anche se l’argomento meriterebbe di essere approfondito:
    Hans Ruesch, “La figlia dell’imperatrice”, Stampa Alternativa, 15€. Ruesch e’ l’autore di “Imperatrice nuda”, che nel ’76 fu soppresso e ritirato dal mercato italiano a causa della pressione delle multinazionali del farmaco, mentre altrove era – ed e’ – un best seller. “La figlia dell’imperatrice” ne e’ la riedizione aggiornata e integrata con nuovi elementi; e’ un attacco feroce alle multinazionali farmaceutiche e allo stesso sistema sanitario; lo prescriverei a qualunque umano in grado di leggere, come misura di igiene mentale.

  3. “If you can read in english”? °_° I’ve linked an article from newscientist.com, didn’t you see it?
    It seems to me that you just wanted to spam your article on wikipedia; I don’t cancel your comment just because wikipedia is not a commercial site and I like it. Pfui.

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