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Il Babau

Dino Buzzati - Il Babau

Monti ammonisce Bersani di non spaventare i mercati:

“Suggerisco per la seconda volta all’onorevole Bersani di non usare l’espressione ‘polvere sotto il tappeto’ perché può risuonare sinistra nei mercati finanziari internazionali e dare l’idea che ci sia stato qualcosa che è stato nascosto nel bilancio pubblico. Preferisco non si creino equivoci”

Bersani, anzichè ricordare a Monti che “la sovranità appartiene al popolo” e non ai mercati finanziari internazionali, e che chi si assume il compito di governare un paese dovrebbe avere ben altri metri di valutazione e una scala di valori ben diversa, gli risponde che i mercati sanno leggere e scrivere e che sanno che lui “rispetterà i patti”:

“I mercati sanno leggere e scrivere. Sanno benissimo che io, se tocca a me, rispetterò i patti.”

I patti con i mercati, mica con gli elettori. Patti che evidentemente vanno bene anche alla ventola Vendola, che ora sostiene Bersani a spada tratta; e ne è egualmente sostenuto, che’ Bersani ha bisogno di una velatura di sinistra, un pizzichino, una scheggia, per non perdere proprio tutti i voti da quella parte li’.

Queste schermaglie, ovviamente, sono solo di facciata. A Bersani sta benissimo l’agenda Monti, l’IMU e tutto il resto. Ha detto anche molto chiaramente che di patrimoniali non se ne parla nemmeno: “C’è già l’IMU”, solo che, bontà sua che se n’è accorto, “non è abbastanza progressiva”. Che l’IMU sulla prima casa – soprattutto se ci vivono pensionati con pensioni da fame, famiglie numerose con redditi scarsi etc – sia una porcata assoluta non l’ha detto e non lo dirà mai¹. Lui e Monti andranno d’amore e d’accordo. Vanno già ora d’amore e d’accordo, ma una parvenza di conflittualità e di antagonismo la devono mantenere, altrimenti c’è il rischio che gli elettori non li distinguano. Cosi’ uno agita lo spettro dei “mercati” e l’altro – ahi ahi, che lapsus – si sbaglia e anziche’ “dire qualcosa di sinistra”, si sdraia a tappetino e professa la propria totale fedeltà al sommo dio Mercato e ai suoi sommi sacerdoti, banche, finanziarie, etc., i veri padroni del paese.

Per sua (loro) fortuna il popolo bue è troppo occupato a ruminare le proprie piccole miserie quotidiane – moltiplicate dalla cura Monti – e non se ne accorge.


¹ O magari l’ha pure detto, chissà, capacissimo.
² Il tenero Babau di Dino Buzzati non ha colpe e al paragone degli esseri mostruosi che si nascondono tra le pieghe della finanza internazionale – quella da non spaventare, dice Monti – è un cucciolotto inoffensivo.

 

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Fottuti

Sulla vera ragione per cui ci stiamo impoverendo sempre più, e sul perchè finirà male.

«In tempi come questi, richiamo sempre alla memoria l’affermazione di Robert Sherill nel 1990, (…), secondo la quale “il capitalismo senza regolamentazione è nient’altro che ruberia”. Dopo il 1990 abbiamo rimosso ciò che rimaneva della regolamentazione finanziaria, a seguito della pioggia di deregolamentazione dei primi anni ’80, che aveva reso liberi i risparmi, in modo che essi si autodistruggessero. E ora siamo stupiti, stupiti (!), del fatto che i ladri abbiano preso piede nel sistema finanziario. No, hanno preso piede nell’intera economia e nel sistema politico, da capo a piedi. Non hanno soltanto fatto esplodere la finanza, hanno anche sovrainteso al più rapido trasferimento di ricchezza verso l’alto che il mondo abbia mai visto. Hanno gettato i lavoratori fuori dai loro posti di lavoro, hanno buttato fuori di casa i proprietari di casa, hanno sottratto le pensioni ai futuri pensionati, e hanno derubato le amministrazioni locali dei loro asset e delle loro entrate. I finanzieri stanno costringendo le scuole, i parchi, le piscine, i dipartimenti dei vigili del fuoco, i centri per anziani e le librerie a chiudere. Stanno costringendo i governi nazionali a svendere la loro eredità culturale al miglior offerente. Tutto deve finire, nelle svendite svolte sullo stile di quelle per beni danneggiati da incendi o alluvioni, a prezzi truccati da una ventina di trader, alle più grosse e corrotte istituzioni che il mondo abbia mai conosciuto. E poiché hanno comprato i politici, i policy-maker e i giudici, nessuno li fermerà. Pochi cercheranno a malapena di discutere, dato che le amministrazioni delle università sono state comprate alla stessa maniera; in molti casi, le università sono perfino rette da “leader” di corporation, e i loro professori sono a libro paga di Wall Street. (…)

I derivati sono davvero null’altro che scommesse da parte di Wall Street sul fatto che noi verremo fregati, è tutta un’assicurazione che ripagherà quando noi falliremo. Tutto viene assicurato, da parte loro, contro di noi. Che cos’è, veramente, un’assicurazione sanitaria? Voi girate il vostro reddito a Wall Street nella speranza che, se aveste bisogno di assistenza sanitaria, Wall Street autorizzerà il vostro “fornitore di servizi” a fornirveli. Ma quando voi ne avrete bisogno, Wall Street deciderà se tale servizio può essere fornito. Oh, e i becchini di Wall Street hanno anche effettuato una scommessa sul fatto che voi morirete prima di quando voi ve lo attendiate, cosi vincerà due volte negandovi la copertura. (…) Wall Street ha scommesso che la tua casa potrebbe bruciare, e poi ha acceso una bomba incendiaria nel seminterrato. Mutui che erano destinati a finire male lo hanno fatto, e CDO che erano destinati a fallire sono falliti. Ad un tratto, non c’erano collaterali dietro i prestiti che i ladri di Wall Street si erano fatti l’uno con l’altro. Ciascun ladro di Wall Street si è guardato allo specchio e ha capito che deteneva robaccia, perché sapeva che tutti i suoi stessi debiti erano robaccia. Pronto? Zio Sam, Zio Timmy e Zio Ben, abbiamo un problema! Ci date 29.000 miliardi di dollari per salvarci?

E questo è il motivo per cui siamo fottuti. Vedo due scenari all’orizzonte. Nel primo, concediamo a Wall Street di andare avanti con le sue allegre abitudini, mentre la crisi dei pignoramenti continua e Wall Street ruba tutte le case, raggruppandole in pacchetti da vendere per quattro soldi agli hedge fund. Tutta la ricchezza verrà ridistribuita all’1% più ricco, che diventerà un gruppo di moderni signori feudali, con il rimanente 99% che vivrà secondo i loro desideri in enormi proprietà di tipo feudale. (…) Ma non stanno pianificando e complottando per la restaurazione del feudalesimo. Eppure, questo è lo scenario di base, il risultato che emergerà se non agiremo. Nel secondo scenario, il 99% occupa, chiude e annienta Wall Street. Onestamente, non ho alcuna idea di come ciò potrà avvenire. Accetto suggerimenti.»

È stato, tra il 2005 e il 2008 , il primo presidente del Bruegel, un comitato di analisi delle politiche economiche, nato a Bruxelles nel 2005.

Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. (…)

Tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute (…).

È stato inoltre (…) membro del “Senior European Advisory Council” di Moody’s ed è uno dei presidenti del “Business and Economics Advisors Group” dellAtlantic Council.

Indovina un po’ di chi si parla qui sopra.

 

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Papa Boy

76197-Do_ut_des-sfullLa chiesa cattolica si è affrettata a porre l’aureola ufficiale sul capo di Monti appena sceso in politica. C’è da meravigliarsi? Per niente.

Da un lato la vergognosa esenzione dall’IMU (con la complicità della UE), e di recente una serie di regalie fatte coi soldi pubblici che dovrebbero andare altrove:

E così  mentre Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dichiara che «sull’onestà e la capacità di Monti penso ci sia un riconoscimento comune, poi ognuno può avere opinioni diverse ma credo che su questo piano sia in Italia, sia all’estero ci siano stati riconoscimenti», si viene a sapere che il maxiemendamento alla legge di Stabilità prevede lo stanziamento di 5 milioni di euro per l’Istituto Gaslini di Genova (il cui presidente è proprio Angelo Bagnasco) e di altri 12 per il Bambin Gesù di Roma. Il tutto mentre la Sanità pubblica, quella veramente pubblica, agonizza strozzata da tagli e risparmi.

Dall’altro il fatto innegabile che questa cura-Monti sta pesantemente impoverendo il paese. E un paese povero, un popolo povero, è il terreno di coltura ideale per la chiesa, come lo è sempre stato nel passato. Più aumenta il numero di disperati, più gente torna a rivolgersi a loro. Più poveri ci sono in giro, più possono farsi belli della loro carità pelosa, finanziata in buona parte anche da tanti atei/agnostici che non darebbero un euro a nessuna chiesa, ma che si trovano costretti a farlo grazie al sodalizio di ferro tra stato e chiesa.

Questi ci vogliono poveri e succubi. Con troppi problemi pratici e immediati per distrarci dal controllare cosa combinano nelle alte sfere. E abbastanza disperati da ritirar fuori dal cassetto i santini impolverati e “accendere un cero alla madonna”. O comprare l’ennesimo grattati-e-vinci, tanto i soldi finiscono sempre lì.

Che manica di delinquenti. Meno male che Ingroia si è deciso, almeno posso tornare a votare. Non lo invidio affatto, a scendere in questa arena popolata da belve fameliche, ma ne ammiro il coraggio, e pure la follia, perchè bisogna essere un po’ pazzi a pensare che si possa risistemare questo casino e che il malato sia ancora curabile.

 

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Après moi, le déluge

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Monty non pare molto entusiasta all’idea di candidarsi perchè c’è il concretissimo rischio che venga pesantemente trombato nel segreto dell’urna dagli italiani stremati dalla “cura”. E dopo un simile “Fuori dalle balle” corale da parte degli elettori, con che coraggio lo si potrebbe ripescare per un altro governo “tecnico” o peggio ancora come presidente della repubblica? Perchè sia ancora utilizzabile in futuro, deve rimanere defilato, nell’ombra. A costo di farci subire un altro tracollo finanziario pilotato (come quello che lo portò al governo la prima volta) che lo faccia apparire di nuovo come il salvatore della patria.

Credo valga la pena notare come abbia scelto la data fatidica – 21 dicembre 2012, la “fine del mondo” – per dimettersi. Non si butta via niente, anche un dettaglio simile puo’ lavorare nel subconscio della gente – e/o attraverso lo stupidario giornalistico – in vista di rientri futuri, dalla porta principale o più probabilmente dalla finestra.

 
 

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Democrazia all’italiana

Fini dice senza tanti giri di parole che occorre “andare alle elezioni per per far nascere un governo politico, con un presidente del Consiglio che si chiama Mario Monti” e che “oggi deve essere ancora la politica dopo le elezioni, col suffragio degli elettori, a richiamare Monti”.

Quello che sta dicendo, in sostanza, è che il risultato elettorale non ha alcuna importanza, ciò che vogliono gli italiani ancora meno, quello che serve è passare attraverso le elezioni per poter mettere il bollino di governo “eletto” sul Monti bis. Hanno già deciso, insomma. Noi abbiamo solo il compito di dar loro le pezze d’appoggio legali per poter andare avanti. E tutti d’accordo, eh. “Fini e Casini lanciano il Monti bis”, “Montezemolo spinge per il Monti bis”, “C’è la fila per salire sul carro del Monti-bis”. Per ora Bersani e Renzi fanno finta di non volerlo, ma sono pronta a scommettere che anche loro gli stenderanno il tappeto rosso davanti, quando si renderanno conto di non poter governare in alcun modo. D’altra parte stanno progettando la legge elettorale affinchè avvenga proprio questo, cioè in maniera da condurre il paese al Monti bis a forza, comunque vada alle urne.

Nel mentre, i due terzi degli italiani sono decisamente contrari all’ipotesi di avere ancora sul collo il fiato del funebre primo ministro. Ma chissenefrega di quello che vogliono davvero gli italiani, no? Questa gente può parlare tranquillamente di un Monti bis – pur sapendo come la pensano gli italiani – perchè sa che comunque gli elettori  non hanno alcun peso reale. Loro non perdono la faccia, non rischiano la poltrona, non vedono svanire le sostanziose pensioni: comunque vada, resteranno là, a gestire le proprie fettine di potere, a intascare soldi, a sistemare parenti e amici. C’è bisogno di una dimostrazione migliore del fatto che in Italia ormai le elezioni non contano più nulla?

E c’è dimostrazione migliore di tutto il consenso trasversale che Monti raccoglie tra i politici per capire che il governo Monti non ha neanche sfiorato i privilegi della classe politica e in generale della fetta più ricca della popolazione? E’ proprio perchè li ha lasciati in pace e li lascerà in pace – affondando invece i denti nella carne tenera degli strati più vulnerabili della popolazione – che questi cortigiani sono così ben disposti a sostenerlo per un nuovo mandato. Purchè non si danneggi loro, va tutto bene.

 

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Quel che c’è sotto 2

UPDATE: Questa è grossa. Ma grossa grossa. Il fracking in Italia si fa, e dal 2009. E sono gli stessi della concessione di Rivara, gli stessi che a fronte di un chiaro “Basta, grazie, tornatevene a casa” – dopo il terremoto in Emilia – sono corsi a rassicurare gli investitori, dicendo che la società “prevede che il progetto, alla fine, andra’ avanti“. Grazie di nuovo a Debora per la segnalazione.

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Quel che c’è sotto si è sollevato di 12 centimetri. Non in modo uniforme, anzi,alcuni punti, quelli tendenti all’azzurro, si sono abbassati. E’ come se un grosso bubbone si fosse gonfiato nel mezzo della pianura. O meglio ancora, come se un grosso peso fosse stato tolto da sopra quel punto, provocando qualcosa di molto simile a un post-glacial rebound, con tanto di anello di depressione intorno. Solo che lì non c’era alcuno scudo glaciale, e per quel che ne so non c’è nemmeno una camera magmatica in crescita sotto. Beh, si spera. Ci mancherebbe solo il supervulcano sotto casa…

Sul sito dell’Irea-Cnr dicono che “Il sollevamento è stato causato dallo scorrimento in profondità dei due lembi della faglia sulla quale si è originato il terremoto del 29 maggio” e che “la faglia del 29 maggio si colloca nella continuazione verso ovest di quella del terremoto del 20 maggio”. Ma se è la continuazione della stessa faglia, com’è che da una parte sprofonda e dall’altra (epicentri del 20/5) si alza? Boh…

Comunque, ora sembra pure che la Protezione Civile avesse allertato già fin dal 28 gennaio per possibili sismi nell’area, segnalando in particolare la possibilità di terremoti superficiali – quindi più pericolosi – e la necessità fare i controlli del caso sulle strutture pubbliche, sensibilizzare i cittadini per quanto riguarda quelle private e mettere in sicurezza “chiese, edifici storici di interesse architettonico ed artistico”. Una previsione straordinariamente precisa e, al contrario di quella famosa dell’Aquila (dove la stessa Protezione Civile disse ai cittadini “dormite tranquilli, non ci sarà nessun terremoto”), anche perfettamente azzeccata.

Ma allora, i terremoti si possono prevedere o no? E perchè questo allarme non è nemmeno arrivato ai media? Perchè non se n’è fatto nulla? E soprattutto, come diavolo hanno fatto a prevedere con tanta precisione la tipologia del sisma, se non proprio la data?

E poi c’è quella bastardata del governo Monti [*] di soli tre giorni prima della prima scossa, il D.L. n.59/2012, che titola “Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile”? Quel decreto, per intenderci, con cui “viene esclusa ogni forma, anche parziale, di intervento statale per i danni riportati dai fabbricati privati a seguito di calamità naturali.” E nel contempo prevede l’assicurazione obbligatoria per tutti gli edifici privati. Attorno ai 200 € se l’edificio è a norma, molto di più se non lo è. Insomma, un’ulteriore IMU che graverà sui bilanci degli italiani, e tanti tanti altri soldi nelle casse di banche e assicurazioni. Ma che strano, eh?


[*] I lavori per questa bella pensata sono stati avviati l’8 dicembre 2011 da un “tavolo” della Protezione Civile, con in testa ancora Bertolaso, ma già con Monti a capo del governo.

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2012 in denaro, disgusto, Gaia, governo, Italia

 

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Mario Moody(‘s)

«il premier italiano è advisor  proprio di una di quelle agenzie di rating grazie anche alle quali si è creata quell’emergenza che lo ha portato a capo del governo»

e cioè di Moody’s. Il resto del pezzo – che titola “Monti possibile indagato?”- qui.

Credo che in Italia sia in corso un esperimento di ingegneria sociale e politica di proporzioni planetarie. Verrà ricordata come la prima nazione a passare sotto il controllo della finanza mondiale, come in quei romanzi di fantascienza in cui le grandi corporations hanno in mano il governo – e l’esercito – e la popolazione non gode più nemmeno di una parvenza di democrazia. E se non hai il chip sottocutaneo non puoi manco comprarti un caffè.

Che è poi lo stesso Monti che fa pagare l’IMU ai pensionati ma non alle chiese, e nemmeno alle banche. I luoghi di culto, insomma. Senza vergogna, proprio.

 

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