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Archivi categoria: sprezzo del ridicolo

CHE SCHIFO.

Senza vergogna.

È il primo bis nella storia della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano è stato rieletto presidente della repubblica. È la prima volta che un Capo dello Stato viene rieletto per il secondo settennato.

E proprio uno dei peggiori presidenti della repubblica che l’Italia abbia avuto nel corso della sua storia doveva avere questo onore?

Cento traditori per Prodi e tutti compatti a rivotare questo qui?

Mi viene da vomitare, ma sul serio. Questo paese, questa classe politica, questa gente, mi nausea. Potessi andarmene, lo farei all’istante, senza alcun rimpianto.

P.s.: e mi sa che ha ragione Antonio Padellaro, quando dice che era tutto studiato.

 

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Cleany

“Bisogna cambiarsi gli slip ogni 4 giorni per risparmiare l’acqua”

Mado’…

 

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Silenzio

Grillo urla

Tempo fa avevo quasi smesso di scrivere, mi sembrava che ci fosse già troppo rumore in giro. Da allora è aumentato esponenzialmente e sembra voler continuare ad aumentare. Tutti ossessionati dall’idea di esserci, di farsi vedere, possibilmente in prima fila. “Primo!”, scrive il primo commentatore. E nient’altro, solo “Primo”, il valore sta tutto lì, nessun contributo alla discussione, chissenefrega della discussione, io intanto “sono contento di essere arrivato uno”. Succedeva, magari da qualche parte succede ancora, ma ora c’e’ Twitter e tutti cinguettano, possibilmente per primi, e quando non arrivano primi si ritwittano e ri-ritwittano tra di loro, producendo un’immane massa di bit perlopiù inutili (tranne che al rafforzamento dell’Ego dei cinguettanti, immagino).

Cosi’ come sono perlopiù inutili i commenti ecolalici dei vari grillini che si ergono a difesa del capo. Grillo ha introdotto sdoganato e nobilitato “a sinistra” (a destra c’era già, soprattutto grazie a Bossi) un elemento che nel già ingestibile marasma della comunicazione online sta avendo effetti tremendi: il modello sbraitante. Ho dato un’occhiata al suo blog e c’è da mettersi le mani nei capelli. A parte la questione dei commenti manipolati e fatti sparire, che sulla gestione verticistica e da ducetti del duo la dice molto lunga, è proprio lo stile medio dei commenti che fa impressione: molti paiono cloni del Capo, ne ripetono a pappagallo gli slogan (“Grillo è un megafono!”, ripetono i minifoni) e soprattutto ne hanno adottato lo “stile”, chiamiamolo così, urlante, aggressivo, populista, massimalista.

La forza di attrazione di Grillo sta nell’avere l’aria di un tizio altrimenti ragionevole e pacato, che però è stato portato all’esasperazione da altri e da altro, e quindi urla. Non è così, Grillo ha sempre urlato, è proprio nel suo stile. Però questo gli permette di attirare due categorie molto diverse di persone: persone tranquille, oneste e giustamente esasperate da decenni di vergognosa gestione della cosa pubblica, che vorrebbero poter urlare, qualche volta, e che ora si sentono legittimate a farlo;  e quelli che invece urlano già per conto loro e che magari cominciano ad urlare ancor prima di collegare il cervello. Non è affatto un caso che abbia attirato così tanti ex leghisti: ci hanno ritrovato un’aria di famiglia, col leader che sbraita a loro e loro che si sentono in diritto di sbraitare ad altri. Cosi’ ora la rete è piena di… come definirli? Gente che ha bisogno di imporsi col volume di voce perchè non sa farlo attraverso la forza delle argomentazioni? Onesti e ingenui elettori vittime di una bizzarra forma della sindrome di Stoccolma, che alzano la voce per non sentire la vocina dentro che dice “Hai fatto una cazzata”?

Più in generale, sembra che l’arte dell’ascolto sia morta o moribonda, o quantomeno ampiamente svalutata. La cagnara va di moda e si porta con tutto. Quindi, insomma, la tentazione di tornare nell’ombra c’è. Mi rendo conto che significa darla vinta agli urlatori – chi urla vuole tacitare gli altri, sostanzialmente – e che, se tutti quelli che non sopportano questo clima si chiudessero nel silenzio e restassero solo gli urlatori, sarebbe devastante. Eppure eppure…

«Eppure io credo che se ci fosse un po’ più di silenzio, se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire»

 

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Papa Francesco

Oh capperi. Il pellegrino scalzo venuto da Assisi, che stava a pregare sul sagrato di San Pietro, vestito di sacco e sotto la pioggia, deve aver portato bene.

Questo nuovo papa italo-argentino mi ricorda tantissimo Giovanni Paolo I. Speriamo che questo non lo facciano fuori subito, perchè promette bene, a partire dal nome scelto. Ci vuole coraggio a volersi chiamare Francesco.

il-pellegrino-da-Assisi

Update: ma forse anche no. Pare che durante la dittatura simpatizzasse un po’ troppo con la destra peronista e che ne abbia combinato delle belle. Bah. Vedremo.

Ari-update 14 marzo: epperò anche tra blog e siti di informazione non è che son messi molto bene. È da ieri sera-stanotte che  si moltiplicano le pagine con presunte foto di Bergoglio assieme al dittatore Videla.

non-e-Francesco-1Una è già stata ampiamente smascherata come falsa – o meglio come ritraente un altro prelato – ma compare ancora su molte pagine web, magari con un “presunto” aggiunto in didascalia.

non-e-Francesco-2Un’altra sta ancora su diversi siti di “informazione” (per esempio qui e qui ma anche – che figura di cacca – in un video sul CorriereTV), ma basta guardarla per capire che quello non è Bergoglio, che all’epoca non era così vecchio e non era neppure vescovo. E poi semplicemente non gli assomiglia per niente. Ma usare gli occhi e un pochino di cervello, prima di ripetere a mo’ di eco quello che si legge altrove, no, eh? Troppa fatica, immagino.

 

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L’Amicone di Benedetto Sedici

Nella diretta streaming di oggi del Fatto Quotidiano, il direttore di Tempi critica la copertina del Fatto perchè basta parlare di pedofilia nella Chiesa, è stato già fatto molto a riguardo” (ma nulla sulla richiesta specifica e del tutto ragionevole degli intervistati, e cioè che ai cardinali implicati in episodi di pedofilia non si permetta di partecipare al Conclave). Fa l’apologia dell’opacità, contrapposta alla trasparenza che da molte parti si chiede alla nuova Chiesa (e dice che una Chiesa trasparente creerebbe catastrofi… e perchè dovrebbe!?). A chi chiede una Chiesa pulita, dice che possiamo scordarci un *mondo* pulito, perchè noi stessi non lo siamo (ma la Chiesa non dovrebbe fare da modello? a che serve, se condivide col resto dell’umanità tutti i difetti possibili?). E chiama più volte il papa emerito “Benedetto Sedici”. Così, amichevolmente.

Poi c’erano il caporedattore di Radio Vaticana, con la sua bella faccia da prete, e il direttore dell’agenzia stampa Adista (“un’ agenzia di stampa «sul mondo cattolico e sulle realtà religiose»” come recita Wikipedia). Copertina a parte, pareva di ascoltare Radio Vaticana, altro che il Fatto. Una roba da far accapponare la pelle.

 

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Il Babau

Dino Buzzati - Il Babau

Monti ammonisce Bersani di non spaventare i mercati:

“Suggerisco per la seconda volta all’onorevole Bersani di non usare l’espressione ‘polvere sotto il tappeto’ perché può risuonare sinistra nei mercati finanziari internazionali e dare l’idea che ci sia stato qualcosa che è stato nascosto nel bilancio pubblico. Preferisco non si creino equivoci”

Bersani, anzichè ricordare a Monti che “la sovranità appartiene al popolo” e non ai mercati finanziari internazionali, e che chi si assume il compito di governare un paese dovrebbe avere ben altri metri di valutazione e una scala di valori ben diversa, gli risponde che i mercati sanno leggere e scrivere e che sanno che lui “rispetterà i patti”:

“I mercati sanno leggere e scrivere. Sanno benissimo che io, se tocca a me, rispetterò i patti.”

I patti con i mercati, mica con gli elettori. Patti che evidentemente vanno bene anche alla ventola Vendola, che ora sostiene Bersani a spada tratta; e ne è egualmente sostenuto, che’ Bersani ha bisogno di una velatura di sinistra, un pizzichino, una scheggia, per non perdere proprio tutti i voti da quella parte li’.

Queste schermaglie, ovviamente, sono solo di facciata. A Bersani sta benissimo l’agenda Monti, l’IMU e tutto il resto. Ha detto anche molto chiaramente che di patrimoniali non se ne parla nemmeno: “C’è già l’IMU”, solo che, bontà sua che se n’è accorto, “non è abbastanza progressiva”. Che l’IMU sulla prima casa – soprattutto se ci vivono pensionati con pensioni da fame, famiglie numerose con redditi scarsi etc – sia una porcata assoluta non l’ha detto e non lo dirà mai¹. Lui e Monti andranno d’amore e d’accordo. Vanno già ora d’amore e d’accordo, ma una parvenza di conflittualità e di antagonismo la devono mantenere, altrimenti c’è il rischio che gli elettori non li distinguano. Cosi’ uno agita lo spettro dei “mercati” e l’altro – ahi ahi, che lapsus – si sbaglia e anziche’ “dire qualcosa di sinistra”, si sdraia a tappetino e professa la propria totale fedeltà al sommo dio Mercato e ai suoi sommi sacerdoti, banche, finanziarie, etc., i veri padroni del paese.

Per sua (loro) fortuna il popolo bue è troppo occupato a ruminare le proprie piccole miserie quotidiane – moltiplicate dalla cura Monti – e non se ne accorge.


¹ O magari l’ha pure detto, chissà, capacissimo.
² Il tenero Babau di Dino Buzzati non ha colpe e al paragone degli esseri mostruosi che si nascondono tra le pieghe della finanza internazionale – quella da non spaventare, dice Monti – è un cucciolotto inoffensivo.

 

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Ma tutto cio’ che sono non ve lo posso dire…

Cosentino-Fortunello

C’è chi scappa con la cassa, chi con le liste. Sceneggiate che al confronto Petrolini è nessuno.

«Sono un uomo della lega del “Chi se ne stropiccia”,

Sono un uom che fo di tutto, sono un farabutto…»

 

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C.v.d. 2 – Escalation

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La cosa tragica è che la prima vignetta corrisponde al vero.

Capisco se te la prendi con chi ha scientemente violato quelle quattro regolette base, che conosceva benissimo. Ci puo’ stare. Ma espellere per “reati d’opinione”, per dissenso, per critica, significa stare piu’ o meno al livello del dittatorucolo da barzelletta della repubblichina delle banane, o del feudalotto che fa fustigare chi osa contraddirlo. Cose che si sarebbe preferito non vedere più.

 

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C.v.d.

"Grillo caccia Favia e Salsi dal Movimento 5 Stelle"

“Grillo caccia Favia e Salsi dal Movimento 5 Stelle”

Uno dei più clamorosi autogol che si sono visti negli ultimi tempi. Mah. Ma il consigliori dov’era?

 

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Secoli e millenni (e una tazza di tè)

Lo sapevate che la Cappella Sistina, con gli affreschi di Michelangelo, fu inaugurata esattamente 50 anni fa? Sapevatelo!

Lo dice il Messaggero online, e non una ma ben due volte:

Esattamente mezzo secolo dopo, stessa ora e stesso luogo, papa Benedetto XVI celebra i solenni Vespri di Ognissanti in latino, pochi ammessi, con cui ilpredecessore Giulio II della Rovere svelò al mondo una delle sue meraviglie: la Volta della Cappella Sistina, che Michelangelo aveva appena concluso, dopo quattro anni di immani fatiche.

(…)

Vasari racconta che, mezzo secolo esatto fa, chi ammira per la prima volta il soffitto michelangiolesco resta incredulo e muto: un miracolo dell’arte e del mondo, «oltre trecento figure dipinte, mille metri quadrati di colore»

E’ uno strafalcione così marchiano che, se si fosse presentato una sola volta, non avrei esitato a pensare a una svista. E’ pur vero che un giornalista dovrebbe almeno rileggere prima di pubblicare e una cosa simile difficilmente sfugge… ma vabbe’, avrebbe potuto succedere. Ma due volte?! Non so che pensare. Ci bevo sopra una tazza di tè. Non di the, però («c’è anche una Volta, due secoli fa trasformata nel ripiano di un tavolino per il the»), che poi mi rimane in bocca un sapore di esterofilia provincialotta piuttosto fastidioso.

 

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