“Ancora ho difficoltà a capire come il Signore possa aver destinato proprio me a questo ministero”
«I don’t want to start any blasphemous rumours
But I think that God’s got a sick sense of humor
And when I die I expect to find Him laughing»
“Ancora ho difficoltà a capire come il Signore possa aver destinato proprio me a questo ministero”
«I don’t want to start any blasphemous rumours
But I think that God’s got a sick sense of humor
And when I die I expect to find Him laughing»
Non lo sentite anche voi questo rumore? Tipo stridor di denti unito a unghie sul vetro, ecco. Non avevo molta voglia di parlarne, ma qui ne fanno una dietro l’altra, sara’ lo spirito del natale, boh.
Insomma, prima c’era la faccenda del no alla depenalizzazione dell’omosessualita’ nel mondo. Che gia’ quella e’ notevole di suo.
Poi la polemica con la Spagna – paese ancora molto cattolico, ma fermamente deciso a governarsi senza rott… ingerenze curiali – per cui se ne sono venuti fuori con questo capolavoro: «In tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica. Lo Stato cioè entra sempre più nella vita personale di ognuno». Loro lo fanno da 2000 anni, ma vabbe’. Si vede che non vogliono concorrenza, li capisco.
Ora pare che la Francia non abbia preso bene il mettersi in mezzo del Vaticano rispetto alla proposta di depenalizzare l’omosessualita’ – che era francese – e che ti combinano quei burloni d’Oltralpe? cancellano la tradizionale messa di natale in San Pietro dal palinsesto della tv. Ma non e’ tutto: la messa verra’ sostituita mica da un programmone o una megaproduzione, no, da “una sorta di Blob natalizio“ e dalla replica di un concerto del 2005. Che insomma, e’ un discreto sberleffo, eh.
In stato confusionale per la rabbia dovuta all’oltraggio subito, aggiungono materiale alla materia del contendere: una moratoria internazionale per la depenalizzazione dell’omosessualita’ – che loro confondono artatamente (e in piena malafede) con l’introduzione di diritti civili per le coppie omosessuali – andrebbe a ledere “l’esercizio di altri diritti umani”, quali la liberta’ di pensiero, di coscienza e di religione. Per uscire dal linguaggio barocco della si-fa-per-dire-Santa Sede, “e’ nostro diritto continuare a discriminare i gay e vogliamo che questo diritto sia garantito a chiunque la pensi come noi”. Pure se li ammazzano, chissenefrega.
Dato il clima prefestivo, questi vecchi celibi inaciditi mi fanno venire in mente lo Scrooge del Canto di Natale di Dickens; solo che – temo – per loro non c’e’ spirito dei natali passati, presenti o futuri che tenga: potrebbe pure apparirgli il Superiore in persona, non si smuoverebbero di un millimetro.
20 dicembre (per la serie: “ma come ho fatto a dimenticarmi di questa”):
Ma sul serio, come ho fatto a dimenticarmi di questa perla, di questa cosa che grida vendetta, di questa mostruosita’ incredibile, di questa non-mi-vengono-le-parole-che-poi-sarebbero-parolacce? Un vescovo dell’Opus Dei, di recente, durante un incontro a Catania, ha affermato quanto segue:
«Un sondaggio indica che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio»
Insomma, i bambini disabili sono frutto dei peccati dei genitori.
Non troverete questa notizia su Google News neanche cercando il nome del vescovo, Echevarria. Chissa’ come mai, eh? Magari perche’ la cosa e’ talmente scandalosa che ha suscitato un uragano di proteste e quindi va tacitata? Fatto sta che nessun media importante ne ha parlato. Libera informazione in libero stato, proprio.
Si oppongono alla depenalizzazione dell’omosessualita’ nel mondo. Se la logica non e’ un optional, questo significa che vogliono che si continui a considerarla reato, almeno in un certo numero di paesi. Che sono poi quei paesi in cui essere gay puo’ condurre – e di fatto spesso conduce – alla morte. Si alleano con degli assassini, e cercano di farla passare come preoccupazione per i gay stessi.
Bastardi, bastardi, bastardi.
Che il vostro dio, se c’e', vi retribuisca come meritate.
P.s., 2 dicembre:
Cambiando solo di un po’ l’esempio paradossale che fa l’Arrabbiato in coda al suo post, si coglie la profondita’ dell’abisso: immaginate che, nell’Europa pre-bellica e che gia’ aveva gustato il sapore delle prime persecuzioni antiebraiche, uno stato avesse chiesto una depenalizzazione internazionale dell’ “ebraicita’”. Il Vaticano si sarebbe opposto dicendo che “gli Stati che criminalizzano gli ebrei verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”? Forse non apertamente, ma fu esattamente quello che fecero, guardandosi bene dall’alzare la voce contro Hitler (ah, ma “rimase in silenzio per aiutare meglio”, gia’ gia’… quella volta ebbero il buon gusto di rimanere almeno in silenzio, stavolta invece si sono apertamente schierati a favore di crimini contro l’umanita’, di stati assassini, di omicidi feroci e discriminazioni inaccettabili; si sono evoluti, insomma).
[Feanor mi segnala il commento di Nonciclopedia, mi sembra azzeccato, anche se fatico molto a riderci su]
“Rimase in silenzio per aiutare meglio”.
…
…
…
…
…
Rimango in silenzio per commentare meglio. Si si, e’ meglio.
Che il papa possa dire che «Solo la parola di Dio è fondamento della realtà» ci puo’ stare, perche’ anche se fa a pugni con il piu’ elementare buonsenso e stravolge la logica in una maniera degna del Grande Fratello (quello di Orwell…) e’ una roba che da un papa ti aspetteresti.
Se poi pero’ si mette a dire cose come
«Costruisce sulla sabbia la casa della propria vita chi costruisce solo sulle cose visibili e toccabili, come il successo, la carriera, i soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà, ma questa realtà prima o poi passa: vediamo adesso nel crollo delle grandi banche, che scompaiono questi soldi, che non sono niente»,
eh beh, allora viene da pensar male. Cos’e', una forma di pubblicita’ occulta? “Apri un conto allo IOR”? In effetti la banca vaticana sembra piu’ solida e offre condizioni e garanzie notevoli (ma solo per pochi):
Oggi lo IOR amministra un patrimonio stimato in 5 miliardi di euro e funziona come un fondo chiuso. In pratica ha rendimenti da hedge fund, visto che ai suoi clienti (dipendenti del Vaticano, membri della Santa Sede, ordini religiosi, benefattori) garantisce interessi medi annui superiori al 12%. Anche per depositi di lieve consistenza.
Secondo un rapporto del giugno 2002 del Dipartimento del Tesoro americano, basato su stime della Fed, solo in titoli Usa il Vaticano ha 298 milioni di dollari: 195 in azioni, 102 in obbligazioni a lungo termine (49 milioni in bond societari, 36 milioni in emissioni delle agenzie governative e 17 milioni in titoli governativi) più un milione di euro in obbligazioni a breve del Tesoro. E l’advisor inglese The Guthrie Group nei suoi tabulati segnala una joint venture da 273,6 milioni di euro tra IOR e partner Usa.
I segreti finanziari del Vaticano vengono conservati nelle Isole Cayman, il paradiso fiscale caraibico, spiritualmente guidato dal cardinale Adam Joseph Maida che, tra l’altro, siede nel collegio di vigilanza dello IOR. Le Cayman sono state sottratte al controllo della diocesi giamaicana di Kingston per essere proclamate Missio sui iuris, alle dipendenze dirette del Vaticano.
«è indispensabile che la Chiesa conosca e viva ciò che annuncia, perché la sua predicazione sia credibile»
Ecco.
E’ tempo di anniversari, sembrerebbe.
La notte tra il 28 e il 29 settembre di trent’anni fa, ad un’ora rimasta imprecisata, moriva Albino Luciani, Giovanni Paolo I, dopo soli 33 giorni di pontificato. Il trentennale della morte di colui che la chiesa si appresta a beatificare – c’e’ pure un miracolo – e’ passato quasi inosservato: qualche articolo, sembra che circoli ancora un certo imbarazzo nel parlarne, pochi quelli che ricordano i dubbi che gravano ancora sulle vere cause della sua morte. Ratzinger, nel ricordarlo, prova a sterilizzare una delle affermazioni piu’ esplosive di papa Luciani («Dio è papà, più ancora è madre»), con l’unico effetto di far rimpiangere ancora di piu’ il suo predecessore.
Ho deciso di ricordare l’unico papa che mi sia mai piaciuto in un modo un po’ particolare: con un brano tratto da Habemus Papam di David Yallop, in cui l’autore esamina le prime azioni di Wojtyla all’inizio del suo pontificato, confrontandole con le decisioni che Luciani aveva preso sulle stesse questioni e che avrebbe certamente messo in atto se non fosse stato fermato prima.
Giusto per rimpiangerlo ancora un po’.

Shadrach nella fornace e’ un bel romanzo di fantascienza di Robert Silverberg. Scritto nel 1976, descrive un futuro a noi prossimo, in cui la popolazione mondiale e’ stata decimata da una guerra batteriologica e l’intero pianeta e’ dominato da un despota di origine mongola e dal suo governo di fantocci. Shadrach e’ il medico personale del dittatore e per lui si profila un destino non proprio invidiabile. Ma prima che la minaccia si concretizzi il Khan gli propone, forse in tono scherzoso o forse no, di diventare… papa. E lo fa con queste parole:
«Il papa e’ morto a Roma, il vecchio Benedetto.»
Siamo nel maggio del 2012.
Mi ha fregato. Avrei voluto farlo io, sto fumetto, ma l’ha fatto lui, e meglio di quel che avevo in testa. Onore a ENTJ (e’ molto in gamba, e ha pure un blog fumettoso).