Immagino l’avrete sentita tutti, e’ una di quelle notizie pruriginose che piacciono tanto ai nostri giornalisti, come ben dimostra lo spazio che gli e’ stato dedicato anche da grandi testate, tra cui il Corriere, il Tempo, Tgcom, il Messaggero, la Stampa e via dicendo [*].
Sintetizzando dalle varie fonti: ad Ascot, l’ippodromo poco fuori Londra, famoso per lo sfoggio mondano, quest’anno tra le regole del dress code del Royal Ascot c’e’ anche quello che vieta alle signore di presentarsi senza mutande. I media ci informano che gli steward del “Royal Enclosure” si occuperanno di far rispettare il divieto (e qui i commenti in giro per la rete si sprecano: come faranno? metteranno cartelli con scritto «Le signore sono pregate di alzare la gonna» all’ingresso? si apposteranno sotto le tribune per sbirciare sotto i vestiti delle dame?)
E’ un paio di giorni che questa notizia mi gira in testa. Non so perche’, ci trovavo qualcosa di incongruo. Possibile, pensavo, che nella patria della regina che faceva ricoprire le gambe dei tavoli si sia giunti a questo? Possibile che proprio in un paese che tiene alla privacy sopra ogni cosa un’istituzione come Ascot si sia permessa di andare a ficcare il naso addirittura sotto il vestito delle signore della buona societa’ londinese? Mah.
Avendo del tempo da perdere, ho cominciato frugando nel sito ufficiale di Ascot: in effetti c’e’ una pagina dedicata al dress code, con tanto di divieti, istruzioni e ammonimenti, ma nessuna traccia di mutande. Tra le altre cose, ho appreso qui che il “Royal Enclosure” non e’ altro che la tribuna reale, e che per gli ospiti della famiglia reale vige – come ci si aspetterebbe – un codice di abbigliamento piu’ severo, ma niente di cosi’ terribile. Per tutti gli altri le regole sono piu’ rilassate e sembrano piu’ che altro dettate dal buon senso, dato il luogo e l’occasione (insomma, non e’ mica la spiaggia di Rimini…). E in effetti, a giudicare dai risultati, gli steward non devono essere poi stati molto severi…
Ormai quasi convinta che si trattasse di un’invenzione di qualche giornalista nostrano, ho dato un’occhiata alla stampa internazionale. Opperbacco. Sembra che la notizia sia stata riportata anche da altri media nel mondo… chi ci capisce piu’ niente? Continuo a girellare per la rete e finalmente pesco un paio di articoli del Times, che dicono:
The buzz subject on the opening day was knickers. To be more exact, the wearing of them, or not. Ascot had issued a jokey A-Z style guide for the Royal Enclosure which some media outlets chose – mistakenly or mischievously, who can say? – to take seriously. The one benefit for Ascot of the consequent caper in print and on the radio has been that nobody has had time to complain about the new grandstand that has exercised so many in the past two years.
We can only hope that the rest of the week passes with rather less hysteria over Ascot’s tongue-in-cheek style advice on such matters as the wearing of knickers. It was a joke that received more column inches and airtime than the racecourse had ever imagined. Not that they were worried – for the first time in two years, it diverted everyone from complaining about the grandstand.
Insomma, si tratta, in origine, di uno scherzoso “codice” che il sito di Ascot ha messo online, e che un po’ di giornalisti, mistakenly or mischievously, ha preso sul serio. E si’ che sarebbe bastato leggerlo, per capire che non facevano sul serio (per esempio, alla voce Glamorous si dice: «Perceptions of glamour change but the core principal remains the same being glamorous is about creating an illusion that you lead an enviable life»). E in effetti gli articoli internazionali sembrano prenderla un po’ sul serio e un po’ no. Di sicuro nessuno fa cenno a squadre di sorveglianti incaricate di appurare se sotto gli abiti d’alta moda ci siano i benedetti knickers (o se lo fa, lo fa in modo scherzoso), come invece si legge negli articoli dei nostri media.
Morale, il Corriere, la Stampa, il Messaggero, Tgcom e tutti gli altri sono caduti a pie’ pari nella trappola, non solo abboccando all’amo come tante trote affamate, ma anche aggiungendoci un po’ di fantasia italica. Tanto chi se ne accorge, qui?
[*] Sarei curiosa di sapere anche quanto spazio questa “notizia” si sia presa in tv…