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Intermezzo: Cartoonia

Che i cartoni animati jap potessero fare male non mi era mai passato per la testa. Ma ora, leggendo quello che sta capitando in Giappone, il dubbio mi sfiora.

Il capo di Stato maggiore delle Forze di autodifesa giapponesi, il ministro Shigeru Ishiba, ha affermato che il Giappone deve prepararsi preventivamente ad un possibile attacco da parte degli alieni.

Avrebbe anche detto:

«Verificherò se l’esercito del Giappone sia in grado di affrontare un attacco alieno – del resto, anche nei film di Godzilla sono di fatto le truppe giapponesi ad entrare in azione»

Se non e’ il piu’ elaborato e convincente scherzo del secolo, c’e’ di che preoccuparsi.

Sempre a proposito dei possibili effetti collaterali del guardare troppi cartoni, in Irlanda un tizio vestito da ninja ha attaccato, non si sa bene perche’, una pattuglia di vigili del fuoco che stava spegnendo un incendio. E’ stato ridotto alla ragione in modo piuttosto disonorevole per un ninja, annaffiato dai getti degli idranti. Il giornalista che ha scritto il pezzo, invece, avrebbe bisogno di un ripasso a base di manga e anime, visto che la katana secondo lui si chiama satana.

[Grazie a Feanor per le segnalazioni]

 
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Pubblicato da su 21 dicembre 2007 in cazzeggio, Giappone, giornalisti, matti, non-notizie, sociale

 

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C’era una volta

C’era una volta Babbo Natale.
Il buon vecchio rubizzo inventato dalla CocaCola, amato da generazioni di bambini, destinatario di milioni di letterine, impersonato da migliaia e migliaia di papa’ allo scadere della mezzanotte, moltiplicato all’infinito, uno per ogni centro commerciale, in modo che i genitori fiduciosi potessero far sedere i loro pargoli sulle sue ginocchia… ecco, proprio lui, o almeno una sua incarnazione virtuale, quella creata da Microsoft per messenger, ne ha fatta una bella: si e’ messo a parlare di sesso orale con un paio di bambine. Apriti cielo. Microsoft ha prima provato ad aggiustare la cosa e, non riuscendoci, lo ha rimosso dalla rete. C’e’ chi parla di easter eggs nascosti nelle pieghe del codice. Sia come sia, la figura rimediata da Microsoft non e’ proprio delle migliori.

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C’era una volta il pool di Mani Pulite.
Quei magistrati che per anni furono il simbolo della lotta a Tangentopoli, della resistenza alle pressioni del mondo politico e finanziario, ovvero, in una parola, della Giustizia con la g maiuscola…

Ma oggi l’ex pool di Mani Pulite si spacca pubblicamente e clamorosamente sull’inchiesta aperta dal pm Alfredo Robledo nei confronti del sindaco di Milano Letizia Moratti per i contratti d’oro a 90 dirigenti esterni.

Che e’ successo? E’ successo che Di Pietro e Borrelli hanno preso le difese della Moratti, affermando che a volte in nome dell’efficienza della pubblica amministrazione, e’ necessario forzare i limiti della legalita’. D’Ambrosio, comprensibilmente sconsolato, replica:

Se avessimo ragionato così negli anni 90 non ci sarebbe stata Mani Pulite. Tutti coloro che indagavamo dicevano che facevano le cose per migliorare la situazione, ma noi abbiamo scoperto che invece la peggioravano con appalti inutili e vuoti. Il principio di legalità va difeso sempre e comunque.

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C’era una volta la chiesa che non condannava i pedofili.
Ma finalmente Ratzinger si e’ espresso in modo inequivocabile sulla questione!

«I bambini vittime dell’amore corrotto»
«Giovani spesso ingannati da adulti senza scrupoli»

Ma, uh…

Come non detto, stava parlando d’altro.

 

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eheh… :D

Sono sempre piu’ convinta della presenza di una talpa.

googlata2.png

 
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Pubblicato da su 20 novembre 2007 in cazzeggio, google, Italia, matti

 

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News dall’isola

Ho aggiunto una pagina, Googlate, che aggiornero’ aperiodicamente. Ci ho raccolto tutte le chiavi di ricerca piu’ strane, buffe e idiote che mi e’ capitato di trovare in questi mesi nel blog. Lo so, e’ inutile, ma ho fatto un po’ come chi a lungo colleziona oggettini stupidi e prima o poi sente il bisogno di metterli tutti belli in fila per farli ammirare dagli ospiti. Ognuno ha le collezioni che si merita.

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2007 in cazzeggio, google, matti, prove tecniche di trasmissione

 

Cervelli al macero

Non resisto quasi mai alla tentazione di leggere gli eventi quotidiani, le piccole notizie, i dettagli apparentemente privi di importanza in termini di “universali”, di tendenze globali, quasi fossero geroglifici da decrittare per sapere dove sta andando il mondo. Questa mia mania, o perversione, a seconda di come la si osservi, ogni tanto mi gioca brutti scherzi. Stavolta, per esempio, mi ha portato a chiedermi se ci fosse qualcosa in comune tra le cucine a gas e i nick dei bimbiminkia.

Due premesse necessarie. La prima e’ questa: sto per cambiar casa e mi trovo a dover comprare pezzi di mobilio e elettrodomestici, tra cui, appunto, una cucina a gas. La seconda premessa riguarda i bimbiminkia, nuova specie (o mutazione di specie gia’ esistenti) che infesta la rete e il mondo reale. Per una trattazione esaustiva rimando a due voci della nonciclopedia, bimbominkia e Truzzi e Internet, che per quanto siano scritte in tono ironico sono fin troppo serie e, ahime’, aderenti al reale [*].

Cominciamo con le cucine a gas. Non molti giorni fa sono andata in un grosso negozio che sta qui vicino, per scegliere alcuni elettrodomestici. C’era una lunga fila di cucine a gas, belle, lucide e praticamente tutte col coperchio di vetro. Perplessa, ho chiesto a un impiegato se non le fabbricassero piu’ con il solito coperchio in metallo; mi ha risposto che adesso il coperchio in vetro e’ sinonimo di “buona cucina” e che quindi quasi nessuno li vuole piu’ in metallo. “Ma siamo matti?”, devo aver detto. L’impiegato ha annuito comprensivo e quasi felice. Perche’, parliamoci chiaro, mettere un coperchio di vetro su una cucina a gas e’ una roba da pazzi. Se si chiude di botto, si rompe; se lo chiudete quando i fuochi non sono ben freddi, puo’ esplodere (checche’ ne dicano sui vetri fatti apposta per alte temperature); se vi arriva qualcuno in casa e non avete pulito i fornelli, non potete nemmeno chiuderlo per non farlo vedere, tanto si vede lo stesso; e infine – ma non meno importante – il prezzo della cucina a gas aumenta di una bella fetta per il solo fatto di avere quel dannato coperchio di vetro. Insomma, per una pura e semplice ragione estetica, si accetta qualcosa che non e’ solo inutile, ma dannoso, pericoloso e contrario al buon senso. Cosa spinge la gente che compra cucine ad accettare una cosa del genere e anzi a richiederla?

Per quanto riguarda i nick dei bimbiminkia basta dare un’occhiata a Netlog, un incredibile concentrato di truzzi e bimbiminkia; ma anche sulla community di Libero non scherzano. Se ne trovano poi una marea sulle chat di irc. Qualche esempio:

dolce_coccolosa88
XxX_SwEeT_KiLlEr_oF_HeArTs_XxX
xXx_VeRoX_t3cHnOl3sA_xXx
StElLiNa_hOuSe89
BabyCucciola1986
Skinny_technolesaxXx
xXxTeChNo_FoLlexXx
BambOla_AssAssInA_
MorettO_MaledettO
Babybull81
Kucciolo88
ToXiC_DoLL_RoCk
MissEtOiLe_
BiMbO_HoUsE_CalAbReSe
_house_sexy_kla_
_fata_89
simply_the_best_one
PazZ3R3LlA
_BimbA_Biondina_
xXx_sTyLe_BoY_xXx
xXSwEeT_dOlL_hOuSeXx
TiPa_pErVeRTiNa
sweetCaNdYchicca
PINKSUGAR91
etc.etc.etc.

Cosa accomuna tutti questi nick? Il fatto che sono anonimi. Sono costituiti perlopiu’ da permutazioni casuali degli stessi – pochi – elementi, diminutivi, vezzeggiativi, che non dicono quasi nulla sulla persona che c’e’ dietro. A volte a nomi piu’ o meno maltrattati si aggiunge un dolce, sweet, sexy, pikkolo/a, cucciolo/a, bimbo/a, tekno, house e via dicendo. Ne ho raccolto solo un piccolissimo campione, ma provare per credere. Nick un po’ piu’ originali, o che suggeriscono effettivamente qualcosa su chi li ha scelti, sono una minoranza. In breve, i nick vengono creati per essere quanto meno personali e piu’ comuni possibili, entro certe regole dettate dal “branco“. Cio’ che per definizione dovrebbe distinguere – un nick – diventa un modo per confondersi meglio nel mucchio.

Con le cucine a gas in un certo senso accade qualcosa di simile: cio’ che per definizione dovrebbe essere robusto, sicuro e resistente al calore – il coperchio, appunto – diventa fragile e pericoloso e questo solo per moda, perche’ “cosi’ fan tutti”. I bimbiminkia di solito sono sotto i 20 anni, chi compra cucine a gas dovrebbe avere qualche anno di piu’, ma sembra che lo stesso meccanismo agisca in entrambe le categorie: l’appiattimento, l’anonimita’, la mancanza di scelta che viene fatta passare come scelta e soprattutto la materia grigia inutilizzata che resta a riempire lo spazio tra le orecchie.

 

[*] = Se la cosa vi intriga, vi deprime, vi fa sganasciare dal ridere, o comunque vi spinge a dire “ancora! ancora!”, qui c’e’ la Truzzopedia, cioe’ la raccolta di tutte le voci della nonciclopedia sui truzzi. La qualita’ delle voci e’ molto varia; consiglio in particolare Truzzo (che compendia molte delle caratteristiche truzziche), Filosofia truzza, Frasi truzze. Attenzione: da’ dipendenza. E poi non dite che non vi avevo avvertito.

 

merda.png

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2007 in abissi, cazzeggio, google, matti

 

10.000

10000.pngPare che si usi festeggiare la decimillesima visita al proprio blog. Bene, il decimillesimo visitatore e’ arrivato e… e io non so cosa dire.

Il fatto e’ che, dopo sette mesi e non so piu’ quanti post, ancora non mi ci sono abituata, ancora non e’ “normale” per me avere un blog. Per di piu’ i post vecchi a volte mi fanno uno strano effetto: mi sembra che li abbia scritti qualcun altro. Non so che significhi, forse solo che sto invecchiando; o magari che scrivo sotto l’influsso di una possessione demoniaca (i Crociati si astengano dal commentare, grazie).

Insomma… io ancora son qui che mi chiedo chi sono e cosa faccio e nel frattempo un po’ (un bel po’) di gente passa, legge, commenta. Mah. Ho una sola spiegazione: siete piu’ matti di me.

iside_alata.gifPercio’, per restare in tema e ringraziarvi adeguatamente, dedico a ciascuno di voi uno dei diecimila nomi di Iside.

Che da queste parti si e’ tendenzialmente matriarcali, e poi col nick che mi ritrovo, che pretendete?

Infine, giusto perche’ ci sta bene e perche’ mi va, vi appioppo anche l’Inno a Iside ritrovato a Nag Hammadi.
Tanto siete matti.

Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2007 in cazzeggio, matti, omaggi, prove tecniche di trasmissione, specchi

 

Ideologico quotidiano

Ci sono alcune cosette che in questi giorni d’agosto mi hanno sconcertato tanticchia. Roba da poco, eh; ma di quelle cose che resti li’ cosi’ :-O e non sai che pensare.

La prima e’ abbastanza innocua, solo un segno dei tempi tra i tanti, un titolo del Messaggero online che dice: “La signora veste in rosa? Vuole una storia bollente”. Che poi uno va a leggere l’articolo, arriva in fondo e dice “embe’?”. Perche’ l’articolo con il titolo non c’entra una beata cippa. Provare per credere. Si tratta di un sedicente studio scientifico, in se’ abbastanza stupidotto, sulla predilezione delle donne per il colore rosa; ma niente a che fare con la signora che veste in rosa e che vuole storie bollenti. Puro trolling redazionale. Pero’, se c’e’ qualche titolista che pensa di poter pescare cosi’, significa che esistono pesci che a queste esche abboccano.

La seconda roba da :-O e’ questa: un 17enne beccato ad appiccare il fuoco sul Gargano, in un momento di grande emergenza incendi, che ha spiegato il suo gesto dicendo “Lo fanno tutti, volevo provarne anch’io l’emozione”. Questo ragazzetto l’anno prossimo avra’ diritto di voto. Vorrei poter pensare che si tratta di un caso isolatissimo di anomia etica, ma temo non sia cosi’.

Infine, un caso all’apparenza solo lievemente ridicolo, ma che a mio avviso sintetizza in modo mirabile quel percorso di perdita dei valori di cui si era discusso qua e la’ in passato. Mi riferisco a quel bizzarro personaggio che ha deciso di fare lo sciopero della fame per andare sull’Isola dei Famosi.

Ripeto: lo sciopero della fame per essere ammesso all’Isola dei Famosi.

Lo sciopero della fame e’ (beh, era…) un antico strumento di lotta pacifica che aveva lo scopo di attirare l’attenzione su importanti questioni politiche e sociali; e piu’ volte questa estrema forma di protesta ha portato alla morte chi ha deciso di attuarla. Per queste persone la propria vita valeva meno del messaggio che volevano lanciare, dell’ideale per cui lottavano; ed erano pronti a morire davvero per essi.

Ora arriva questo qui che fa lo sciopero della fame per partecipare a un programma tv. Non si tratta solo del gesto stupido e fortemente mediatico di un maghetto in cerca di notorieta, non e’ cosi’; perche’ certe cose si cristallizzano nell’immaginario collettivo, svalutando retroattivamente secoli di storia di lotte sociali. Che lui lo abbia capito o no – e temo di no – questo e’ un insulto alla memoria di tutti coloro che scambiarono la propria vita con la possibilita’ di lanciare un messaggio al mondo (e, che si creda o meno alla bonta’ di questo genere di lotta, bisogna comunque ammettere che ben pochi sono disposti a giocarsi la pelle per un ideale).

Gia’ Pannella ci aveva messo del suo, per far perdere dignita’ a questa cosa. E ci scommetto, la prossima volta che iniziera’ uno sciopero’ della fame, ci sara’ qualcuno che gli chiedera’ se per caso vuole partecipare anche lui a qualche programma tv. Un giusto contrappasso, non c’e’ che dire.

[L'"Ideologico quotidiano" e' spudoratamente rubato al sottotitolo della trasmissione di radiopopolare "La caccia", di cui consiglio di leggere la presentazione]

 
 

Google colpisce ancora

Leggo (giorni fa) questo titolo su Google News e mi immagino uno scenario tibetano, con schivi fraticelli in giro per il mondo per individuare l’incarnazione del futuro pontefice. Ma no, tutto molto piu’ semplice, e piu’ prosaico. Peccato, davvero: secondo me questo parroco – date le sue frequentazioni – in quanto papa avrebbe avuto qualche argomento in piu’ su questioni come la famiglia, il celibato del clero e cose cosi’.

parroco_papa_2.png

 
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Pubblicato da su 26 agosto 2007 in cazzeggio, chiesa, google, Italia, matti, papa

 

Google Mah

Io non li capisco mica, quelli di Google Maps.

Cina e India sono mappate, anche se con risoluzioni diverse. Ma almeno le citta’ principali sono presenti. Il Messico invece… beh, vedete voi.

“Hic sunt leones”, davvero. E dietro casa.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2007 in abissi, cazzeggio, google, Hic sunt leones, matti, USA

 
 
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