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Stavo ascoltando Passatel, una trasmissione di annunci di radiopopolare, e ho sentito un annuncio a cui lì per lì non ho voluto credere. Poi però l’hanno ripetuto e mi sono arresa.
Il tizio dell’annuncio diceva più o meno quanto segue: «La storia si ripete: nostra figlia è tornata a casa e ci ha detto “Aspetto un bambino”. Nostra figlia lavora – anche se da precaria – ma tra nove mesi ci sarà una novità, quindi cerco un tv LCD  HD 32 pollici, uno stereo che legga anche gli mp3, una radio (…)».

Normale, no? Se tua figlia torna a casa dicendo che aspetta un figlio tu come prima cosa pensi a comprarle la tv. E mica una qualunque, no, una “LCD HD 32 pollici”.

Il dramma è che sta gente si riproduce.

 

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Cervelli al macero II – il ritorno

Datemi pure della fissata, ma mi tocca parlare ancora di cucine a gas.

pianocotturafrankeNel post di un anno e mezzo fa lamentavo la quasi scomparsa delle cucine a gas con il coperchio in metallo, a favore di quelle col coperchio di vetro, scomodo, pericoloso e antieconomico. Mi sembrava gia’ paradossale voler usare un materiale simile per il coperchio, ma ho appena scoperto [1] che hanno fatto di peggio. Ora col vetro ci fanno proprio i piani cottura. E che fanno poi questi piani cottura strafighi lustri lustri in cristallo temperato antiurto antimacchia antitutto? Esplodono. [2] E sembra non si tratti nemmeno di casi isolati.

Saro’ cattiva, ma a me questa sembra una cosa buona e giusta, un caso esemplare di selezione darwiniana, purtroppo non molto efficace in termini di effettiva selezione della specie.


[1] Si si, chissa’ da quanto ci sono, ma io mica passo il mio tempo a guardare cucine a gas, eh.

[2] La pagina e’ presente solo in copia cache, essendo stata – suppongo – cancellata. La cosa divertente e’ che la seconda pagina dello stesso thread e’ ancora li’ al suo posto e contiene qualche interessante dettaglio sul comportamento dei centri assistenza. Altri ancora in questa pagina, in cui si spiega anche come in realta’ siano scomodi da pulire. La mia umile cucina a gas in metallo verniciato si pulisce benissimo.

 

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Aggiustamenti d’immagine

Non so se ringraziare roseau e falecio per il bel giochino o ucciderli per tutto il tempo che ci sto perdendo. :D

Cliccaci su per vederla nelle dimensioni giuste. Vai qui se vuoi diventare un toon-addicted.

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2008 in cazzeggio, matti, papa, popular culture, Ratzinger, Uncategorized

 

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Segni della fine

Poco fa, su radiopopolare, parlavano di arte contemporanea. Una tipa che a quanto pare di mestiere fa il critico d’arte – trad.: ci mangia – magnificava un tale Franko B (uno che fa performances in cui si tagliuzza e sanguina, preferibilmente su lunghe passerelle, nudo e tutto dipinto di bianco). All’interno del paragrafo “coda di paglia” (perche’ la gente comune non apprezza questo genere di “arte” e anzi lo trova brutto e si scandalizza, poveri ignoranti che non siete altro), ha detto una cosa che non potevo lasciare li’, chiusa in pochi minuti di trasmissione radio e destinata all’oblio: ha detto che il pubblico si affolla alle mostre degli impressionisti perche’ sulle scatole di cioccolatini a lungo furono riprodotte le loro opere; e percio’ associa agli impressionisti il concetto di dolcezza e fa ressa alle esposizioni.

Capito? se non vi piace l’arte contemporanea e amate gli impressionisti e’ perche’ avete mangiato troppi cioccolatini da piccoli.

 

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Jah!

Prevedo conversioni di massa.

(che poi, Gasparri gia’ strilla, ma non ha capito un ciufolo, al solito)

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2008 in cazzeggio, giustizia, Italia, matti, sociale

 

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Sotto il vestito niente?

Immagino l’avrete sentita tutti, e’ una di quelle notizie pruriginose che piacciono tanto ai nostri giornalisti, come ben dimostra lo spazio che gli e’ stato dedicato anche da grandi testate, tra cui il Corriere, il Tempo, Tgcom, il Messaggero, la Stampa e via dicendo [*].
Sintetizzando dalle varie fonti: ad Ascot, l’ippodromo poco fuori Londra, famoso per lo sfoggio mondano, quest’anno tra le regole del dress code del Royal Ascot c’e’ anche quello che vieta alle signore di presentarsi senza mutande. I media ci informano che gli steward del “Royal Enclosure” si occuperanno di far rispettare il divieto (e qui i commenti in giro per la rete si sprecano: come faranno? metteranno cartelli con scritto «Le signore sono pregate di alzare la gonna» all’ingresso? si apposteranno sotto le tribune per sbirciare sotto i vestiti delle dame?)

E’ un paio di giorni che questa notizia mi gira in testa. Non so perche’, ci trovavo qualcosa di incongruo. Possibile, pensavo, che nella patria della regina che faceva ricoprire le gambe dei tavoli si sia giunti a questo? Possibile che proprio in un paese che tiene alla privacy sopra ogni cosa un’istituzione come Ascot si sia permessa di andare a ficcare il naso addirittura sotto il vestito delle signore della buona societa’ londinese? Mah.

Avendo del tempo da perdere, ho cominciato frugando nel sito ufficiale di Ascot: in effetti c’e’ una pagina dedicata al dress code, con tanto di divieti, istruzioni e ammonimenti, ma nessuna traccia di mutande. Tra le altre cose, ho appreso qui che il “Royal Enclosure” non e’ altro che la tribuna reale, e che per gli ospiti della famiglia reale vige – come ci si aspetterebbe – un codice di abbigliamento piu’ severo, ma niente di cosi’ terribile. Per tutti gli altri le regole sono piu’ rilassate e sembrano piu’ che altro dettate dal buon senso, dato il luogo e l’occasione (insomma, non e’ mica la spiaggia di Rimini…). E in effetti, a giudicare dai risultati, gli steward non devono essere poi stati molto severi…

Ormai quasi convinta che si trattasse di un’invenzione di qualche giornalista nostrano, ho dato un’occhiata alla stampa internazionale. Opperbacco. Sembra che la notizia sia stata riportata anche da altri media nel mondo… chi ci capisce piu’ niente? Continuo a girellare per la rete e finalmente pesco un paio di articoli del Times, che dicono:

The buzz subject on the opening day was knickers. To be more exact, the wearing of them, or not. Ascot had issued a jokey A-Z style guide for the Royal Enclosure which some media outlets chose – mistakenly or mischievously, who can say? – to take seriously. The one benefit for Ascot of the consequent caper in print and on the radio has been that nobody has had time to complain about the new grandstand that has exercised so many in the past two years.

We can only hope that the rest of the week passes with rather less hysteria over Ascot’s tongue-in-cheek style advice on such matters as the wearing of knickers. It was a joke that received more column inches and airtime than the racecourse had ever imagined. Not that they were worried – for the first time in two years, it diverted everyone from complaining about the grandstand.

Insomma, si tratta, in origine, di uno scherzoso “codice” che il sito di Ascot ha messo online, e che un po’ di giornalisti, mistakenly or mischievously, ha preso sul serio. E si’ che sarebbe bastato leggerlo, per capire che non facevano sul serio (per esempio, alla voce Glamorous si dice: «Perceptions of glamour change but the core principal remains the same being glamorous is about creating an illusion that you lead an enviable life»). E in effetti gli articoli internazionali sembrano prenderla un po’ sul serio e un po’ no. Di sicuro nessuno fa cenno a squadre di sorveglianti incaricate di appurare se sotto gli abiti d’alta moda ci siano i benedetti knickers (o se lo fa, lo fa in modo scherzoso), come invece si legge negli articoli dei nostri media.

Morale, il Corriere, la Stampa, il Messaggero, Tgcom e tutti gli altri sono caduti a pie’ pari nella trappola, non solo abboccando all’amo come tante trote affamate, ma anche aggiungendoci un po’ di fantasia italica. Tanto chi se ne accorge, qui?


[*] Sarei curiosa di sapere anche quanto spazio questa “notizia” si sia presa in tv…

 

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Cultura del terzo millennio (vera)

Ho trovato questo messaggio sull’account di Splinder. Trovo che sia giusto condividerlo. I grassetti sono miei, la profusione di maiuscole e la punteggiatura artistica invece no. Enjoy.

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Oggetto: Partecipa alla IX ediz. del Premio Internazionale di Poesia
Data: 28 Maggio, 2008 – 10:15

IX edizione 2008 del
Premio Letterario Internazionale di Poesia
” Tra le parole e l’infinito “
Ideato da Nicola Paone

Il premio nasce nell’anno 2000 per una cultura del terzo millennio vera e per puro amore della parola.

Disposizioni di partecipazione:
Sez. Poesia – inviare 1 poesia Max 30 versi.
Sez. Autori Stranieri: Inviare le opere di Poesia,assolutamente con traduzione in Italiano
Sez. Autori già premiati: Vi partecipano gli autori che hanno conseguito dal 1° al 3° premio in altri concorsi Letterari, allegando doc. del premio già ricevuto.
Tutti gli Autori dovranno inviare:
Quattro copie dei lavori firmandone una sola, dichiarando l’autenticità, includendo le generalità complete, un recapito telefonico e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, Inviando una foto colore, e copia della Poesia anche via email, Per eventuale pubblicazione nell’antologia a colori del Premio Letterario.
I partecipanti tutti, dovranno allegare un contributo di €10,00 (diecieuro) a sezione, per spese di segreteria, e due affrancature di posta prioritaria.
L’importo dovrà pervenire SOLO in contanti al seguente indirizzo:
Segreteria del premio ” Tra le parole e l’infinito ” Via G. Amendola, 7
80023 Caivano Napoli Italia.
Scadenza degli invii 30 maggio 2008.
Le Poesie devono essere inedite, Ai vincitori di ogni sezione sarà assegnato il nuovo trofeo Internazionale
. ” Tra le parole e l’infinito”
Oltre ai primi 9 classificati d’ogni sezione, ci saranno premi di: Benemerito Culturale d’Onore e Speciali, Segnalazioni e premi di rappresentanza Istituzionale e Privata. A tutti artistica pergamena personalizzata. Gli elaborati non saranno restituiti. Sì potrà delegare per il ritiro del premio, previo contatti scritti.
Gli autori non presenti alla serata di premiazione, potranno richiedere i premi, con spese di spedizione a loro carico. Anche quest’anno si assegnerà un premio alla Carriera. Giornalistica – Letteraria – Scientifica Storica – Artistica Forense – Forze di Polizia e Forze Armate.
A Personalità e Istituzioni, distintesi in ambito Socio-Culturale. Il Gala di premiazione, si terrà nel mese di settembre 2008, alla presenza del mondo Istituzionale, Culturale, Privato e degli Enti Locali, in Napoli (Italia), sede da definirsi.
La segreteria lo comunicherà in forma: E-mail e/o telefonicamente a tutti i partecipanti.
I lavori finalisti, quelli con maggiore punteggio, e le classifiche saranno pubblicati nel sito del premio, e in un’Antologia pubblicata e distribuita gratuitamente in tutta Europa
.
Info – line: 3338646774 – nicpao1@libero.it http://www.traleparoleelinfinito.com
http://www.traleparoleelinfinito.splinder.com

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Ipotesi alternative

Normalmente sarebbe finita senza rumore nella pagina delle Googlate e morta li’. Ma mica posso passarla sotto silenzio cosi’, eh?

zingari rubano per legge 1

Ditemi che stava scherzando. Ditemelo.

 

Sprezzo del ridicolo

Accade una cosa che sta tra il ridicolo e il paradossale, con punte di crassa ignoranza: un’associazione che si occupa di tutela dei minori, “Pronto Bambino”, ha pensato bene di denunciare Nonciclopedia per uno dei suoi articoli, quello sugli emo.

Passo indietro: qui sull’isola si era gia’ piu’ volte linkata Nonciclopedia a proposito di bimbiminkia e truzzi. Chiunque sia dotato di due occhi e di un cervello minimamente funzionante capisce al volo che si tratta di un sito satirico, nato con l’intento di ridere di qualsiasi cosa, mettendo alla berlina mode, media, personaggi e via dicendo.

Ora, non solo quelli di Pronto Bambino non si sono accorti di cio’ – devono aver subito un momento di cecita’ temporanea nel leggere l’articolo, che recita in apertura:

Che c’è, non ti piace quello che è scritto qui?!
Se ti senti ferito nell’orgoglio puoi benissimo andare a piagnucolare dalla mamma oppure gentilmente qui. Qui facciamo dell’ironia su tutto, e se non ti va bene sorridi: presto riceverai un calcio rotante sui denti.

- ma hanno preso tremendamente sul serio cose come l’invito a disegnare una linea tratteggiata sui polsi per tagliarli meglio (Bambini, fatelo ma solo con le forbici con la punta arrotondata, se no rischiate di farvi male), l’ironia sui tipici tagli di capelli (Picchiare qualcuno con questi tipi di pettinature non è considerato reato) e via delirando. Ci si mette pure il “Comitato Scientifico” dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, che blatera di «un sito Internet orientato a promuovere ‘emo’», quando in realta’ l’articolo di Nonciclopedia ha l’intento esattamente opposto, ovvero quello di prendere per i fondelli gli emo e possibilmente farli vergognare un po’.

Non si capisce come mai, nella foga da nuova crociata, non abbiano denunciato anche la corrispondente pagina di Wikipedia, che potrebbe apparire, quella si, apologetica e priva di senso critico sul fenomeno. Proprio su Wikipedia si trova una pagina dedicata alla Nonciclopedia, che dice:

(…) ha il solo scopo di creare un’enciclopedia dai toni satirici, contenendo voci volutamente irrazionali, comiche e talvolta politicamente scorrette.

Le voci di Nonciclopedia si riferiscono solitamente a fatti, luoghi o persone reali, ma vengono descritti in modo parodistico. Il lettore è chiamato quindi a conoscere l’oggetto della parodia per poter fruire appieno del contenuto delle voci.

Insomma, bastava leggere in giro, eh. O magari leggere bene le pagine di Nonciclopedia, prima di partire lancia in resta.

Ci vorrebbe un analogo dei Darwin Awards dedicato alle peggiori figure di palta dell’anno. Sto pensando al nome. Si accettano suggerimenti. Nel frattempo, visto che questo genere di disinformati censori della domenica privi di senso dell’ironia mi irrita profondamente, aggiungo Nonciclopedia ai link. Tie’.

 

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Termovalorizziamoli!

Un’esilarante proposta per affrontare in modo ecologico l’attuale crisi politica.

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2008 in cazzeggio, ecologia, governo, Italia, matti, orwelliana, politici

 

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