Bagnasco e’ tornato a parlare dei dico.
Lo ha fatto con tono da scomunica, paragonando i dico a incesto e pedofilia.
E lo ha fatto seppellendo la logica e insultando – ripeto, INSULTANDO – le coppie di fatto, gli omosessuali, i laici, tutti coloro che credono nella democrazia, in sostanza tutti quelli che non la pensano come lui.
“Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana non vi e’ piu’ un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l’unico criterio o il criterio dominante e’ il criterio dell’opinione generale, o dell’opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia – ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente – allora e’ difficile dire dei no, e’ difficile porre dei paletti in ordine al bene”.
Questa frase volutamente fumosa significa, in sostanza, che:
- chi non crede nel Cristo della chiesa cattolica non puo’ distinguere il bene e il male, il vero e il falso;
- il criterio con cui la chiesa cattolica distingue il bene e il male e’ oggettivo (non basato sulla fede, no: oggettivo);
- il volere della maggioranza e’ irrilevante; le “maggioranze vestite da democrazia”, che per uno stato laico sono – o almeno dovrebbero essere – il sale della vita politica, cio’ che legittima i governi ad agire, sono cosa di nessuna rilevanza per il vescovo uscito or ora dal medioevo, medioevo che certamente rimpiange, perche’ non c’era nessuna democrazia e il popolo veniva governato con pugno di ferro.
Se si arriva a dire che le maggioranze possono diventare antidemocratiche, significa che alla democrazia non si attribuisce alcun significato se non quello di artificio retorico, da usare perche’ suona bene e non significa nulla.
“Oggi ci scandalizziamo – ha concluso il presidente della Cei – ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell’etica che riguarda la natura umana, che e’ anzitutto un dato di natura e non di cultura, e’ difficile dire ‘no’. Perche’ dire no a questo a quello o a quell’altro. Se il criterio sommo del bene e del male e’ la liberta’ di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o piu’ sono consenzienti, fanno quello che vogliono perche’ non esiste piu’ un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non piu’ l’uomo nella sua liberta’ di scelta ma nel suo dato di natura”.
Serve un’altra parafrasi:
- l’etica umana “e’ un dato di natura e non di cultura” (caro il mio vescovo, per “natura” saremmo promiscui, portati a scoparci tutto cio’ che respira e per niente monogami; le piace, questa “natura”?)
- l’autodeterminazione, la liberta’ individuale, non solo non e’ un valore (e cosi’ si fa piazza pulita degli ultimi 2-3 secoli di storia), ma e’ un pericolo;
- il criterio “oggettivo” sul piano morale – torna a ripeterlo – e’ il “dato di natura”.
La liberta’ individuale e la liberta’ collettiva (che si esprime appunto nelle maggioranze vestite – o voleva dire travestite, monsignore? – da democrazia), tutto cio’ che si e’ conquistato in termini di diritti umani, tutto cio’ che l’umanita’ e’ riuscita ad esprimere di buono, da quando si e’ liberata del giogo dei poteri assoluti, tutto questo per lui e’ negativo, e’ deviante, porta al “male”.
E naturalmente il discorso sottotraccia e’ che solo la chiesa cattolica apostolica romana e’ la vera e unica interprete di quella “etica naturale” che dovrebbe essere la base di ogni azione umana. Con una logica degna del Cappellaio Matto, quello che fino a ieri era considerato materia di fede, per definizione non dimostrabile e non oggettivo, diventa, per Bagnasco, il solo criterio logico, razionale, oggettivo su cui basare le azioni e le decisioni umane.
Posso sentirmi insultata da tutto cio’? Direi di si. Rientra nelle mie liberta’ individuali, che, grazie al cielo (no, non il suo cielo, signor vescovo), mi sono ancora garantite.
P.s. sto pensando seriamente di sbattezzarmi; non voglio piu’ figurare come “cattolica” solo perche’ sono stata battezzata, non voglio piu’ far numero a favore di questa gente.