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Archivi categoria: conflitti

SeL aspettavano

Cento voti in meno rispetto a quelli attesi, nella quarta votazione, e la candidatura di Prodi, come Renzi si affretta a dire, “non c’è più”. A parte la proverbiale questione della prima gallina che canta, 51 voti in più degli attesi li raccoglie Rodotà e sbucano 15 voti per D’Alema. D’Alemaaaaaa??? Ma stiamo scherzando?!

Ma la cosa più interessante è un’altra: qualcuno, a caldo, ha tentato di dare la colpa a SeL. E da SeL è arrivata una risposta raggelante: i nostri parlamentari hanno votato tutti “R.Prodi”, basta ricontrollare le schede per capire che i nostri voti non sono mancati. Insomma, se l’aspettavano e avevano già elaborato una contromisura. Bisognerebbe chiedere a loro come mai questa precauzione e soprattutto da chi si attendevano una vigliaccata del genere.

Ora il PD se ne sta all’angolo, rintronato come un pugile dopo un KO, a cercare di capire come sopravvivere all’ennesimo disastro. Qualcuno spieghi loro che i topi stanno nella stiva, a rosicchiare lo scafo e aprire falle. E hanno sempre gli stessi baffi.

 
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Pubblicato da su 19 aprile 2013 in conflitti, D'Alema, disgusto, Italia, lobby, politici, Prodi

 

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L’Amicone di Benedetto Sedici

Nella diretta streaming di oggi del Fatto Quotidiano, il direttore di Tempi critica la copertina del Fatto perchè basta parlare di pedofilia nella Chiesa, è stato già fatto molto a riguardo” (ma nulla sulla richiesta specifica e del tutto ragionevole degli intervistati, e cioè che ai cardinali implicati in episodi di pedofilia non si permetta di partecipare al Conclave). Fa l’apologia dell’opacità, contrapposta alla trasparenza che da molte parti si chiede alla nuova Chiesa (e dice che una Chiesa trasparente creerebbe catastrofi… e perchè dovrebbe!?). A chi chiede una Chiesa pulita, dice che possiamo scordarci un *mondo* pulito, perchè noi stessi non lo siamo (ma la Chiesa non dovrebbe fare da modello? a che serve, se condivide col resto dell’umanità tutti i difetti possibili?). E chiama più volte il papa emerito “Benedetto Sedici”. Così, amichevolmente.

Poi c’erano il caporedattore di Radio Vaticana, con la sua bella faccia da prete, e il direttore dell’agenzia stampa Adista (“un’ agenzia di stampa «sul mondo cattolico e sulle realtà religiose»” come recita Wikipedia). Copertina a parte, pareva di ascoltare Radio Vaticana, altro che il Fatto. Una roba da far accapponare la pelle.

 

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Atti di guerra

(…) E se dicessimo: il gesto di Pistorius, come quello di migliaia di maschi che uccidono la loro compagna, a botte, col veleno, con il gas, con l’arma da fuoco, ecc., è un atto di guerra. Guerra contro chi? Contro il genere.

(…) Gender-bender, genere che si piega, assume una piega. Considerando un vecchio termine che era usato anche in italiano: invertito, e che in inglese suonava con bent, piegato. Era la parola dominante che si usava da ragazzini per indicare un omosessuale, e aveva certo una connotazione spregiativa, benché educata, che il movimento queer ha ripiegato, a sua volta, trasformandola da definizione in azione, gesto di liberazione. Questa liberazione del genere ha prodotto due reazioni totalmente diverse tra la maggioranza degli uomini e la maggioranza delle donne. Tra gli uomini è cresciuta l’inquietudine omofoba, il senso della minaccia di un genere ottusamente legato alle ideologie eroiche della guerra. Tra le donne un senso di accoglienza per non essere più sole nella quotidiana battaglia per il riconoscimento.

Se partiamo da quest’orizzonte forse riusciamo a capire che Pistorius ha compiuto uno dei tanti gesti di guerra tipicamente maschile, che ciò non ha niente a che fare con il bisogno di razionalità che invece, e qui sarò maledettamente cinico, concerne le protesi che da sempre l’umanità maschile eterosessuale ha usato per vincere. Che tanto hanno di razionale, tanto di controllante nei confronti di un mondo da soggiogare a rischio della nostra stessa distruzione di massa.

Il resto qui.

 
 

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Ma tutto cio’ che sono non ve lo posso dire…

Cosentino-Fortunello

C’è chi scappa con la cassa, chi con le liste. Sceneggiate che al confronto Petrolini è nessuno.

«Sono un uomo della lega del “Chi se ne stropiccia”,

Sono un uom che fo di tutto, sono un farabutto…»

 

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C.v.d. 2 – Escalation

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La cosa tragica è che la prima vignetta corrisponde al vero.

Capisco se te la prendi con chi ha scientemente violato quelle quattro regolette base, che conosceva benissimo. Ci puo’ stare. Ma espellere per “reati d’opinione”, per dissenso, per critica, significa stare piu’ o meno al livello del dittatorucolo da barzelletta della repubblichina delle banane, o del feudalotto che fa fustigare chi osa contraddirlo. Cose che si sarebbe preferito non vedere più.

 

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C.v.d.

"Grillo caccia Favia e Salsi dal Movimento 5 Stelle"

“Grillo caccia Favia e Salsi dal Movimento 5 Stelle”

Uno dei più clamorosi autogol che si sono visti negli ultimi tempi. Mah. Ma il consigliori dov’era?

 

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C’è poco da ridere

Quella che Grillo sogna – o che Casaleggio gli fa sognare – è una dittatura carismatica androcratica*, in cui si salvano le apparenze di democrazia, verso l’esterno, mentre all’interno si controlla col pugno di ferro, senza lasciare spazio ai singoli, che devono viaggiare nel solco tracciato come tanti bravi soldatini. Soprattutto le donne.

L’ultima prova – se ne servissero altre – è la grottesca vicenda del video in cui dui consiglieri del M5S bolognese, Marco Piazza e Massimo Bugani, illustrano l’attività svolta, senza mai citare la collega Federica Salsi (quella “scomunicata” da Grillo). I due ammettono candidamente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che il video non sarebbe stato pubblicato sul blog di Grillo, se avessero citato anche la Salsi. D’altra parte lasciarla fuori non deve essere stato difficile, per i due soggetti, se sono veri i commenti in fuori onda attribuiti a loro (“Il mestiere rimane…” “Puttana era e puttana rimane!”).

Vale la pena ricordare che la vicenda Salsi era cominciata con un attacco misogino dello stesso Grillo alla Salsi – la famosa faccenda del punto G – rea solo di essere andata a Ballarò. Hai voglia poi ad accusare di neopuritanesimo, Beppe; quello è il più classico linguaggio maschilista: violento e offensivo, irrisorio e sminuente nei confronti delle donne (a meno che anche gli uomini non abbiano il punto G…). Agli altri grillini “problematici” – maschi – almeno gli insulti di genere vengono risparmiati.

Fa paura osservare l’evoluzione del M5S in questa direzione. Le premesse erano di tutt’altra natura (anche se una tendenza all’accentramento carismatico era presente fin da principio, e non poteva essere altrimenti, vista la figura del fondatore e leader**). Fa ancor più paura vedere come moltissimi sostenitori non riescano a sganciarsene mentalmente – è il solito vecchio problema: ammettere che si è preso un grosso granchio fa male, ci fa sentire stupidi, perciò la psiche cerca di compensare, di trovare giustificazioni, di vedere il lato buono e così via. Personalmente, credo che il malato sia incurabile, a meno di non trapiantargli una testa nuova. Con Grilloleggio non vedo sbocchi.


* A proposito di androcrazia, ne approfitto per consigliare caldamente la lettura de “Il Calice e la Spada”, di Riane Eisler. Uno dei pochi libri per cui si può davvero affermare: dopo questo libro il mondo per voi non sarà più lo stesso.

** Almeno di quello di facciata. Su chi sta dietro, si veda qui.

 

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Più uguali degli altri

Allora, qui c’e’ Lars Von Trier che viene cacciato da Cannes perchè ha detto qualche idiozia su Hitler e su Israele (poi pubblicamente ritrattata, con tanto di cenere cosparsa sul capo, ma non è servito a niente, sciò).

E qui invece c’è un tale che dice – anzi, che scrive su un giornale – che Vittorio Arrigoni non era un pacifista bensì un antisemita, e che quindi meritava di morire. Non mi risulta che sia stato cacciato da nulla o che si sia in procinto di farlo.

A mo’ di contraltare, sarebbe utile ricordare l’indignazione e il biasimo manifestati da una fetta non piccola dell’umanità nei confronti di chi aveva accolto la notizia della morte di Bin Laden con gioia. Capito? Bin Laden, dico Bin Laden, lo “sceicco del terrore”,il nemico pubblico n.1, il babau, ecco, non è carino ballare sulla tomba di un personaggio così. Al contrario, un signor X qualsiasi può permettersi di ballare sulla tomba di un pacifista (e non c’è alcun dubbio che lo fosse), solo perchè secondo lui era un antisemita; e nessuno che vada per lo meno a sputargli in faccia.

Quindi: manifestare sentimenti antisemiti  (o più spesso antiisraeliani, che non è affatto la stessa cosa, ma per chi strilla “dagli all’antisemita” questa confusione è strumentale) può farti cacciare da Cannes anche se sei Lars Von Trier, e può permettere a un tizio qualsiasi di sputare sulla tua tomba e rallegrarsi che t’hanno ammazzato anche se tu non hai mai ammazzato nessuno e non ti chiami Bin Laden.

E’ solo la mia impressione o qui c’è qualcosa di grosso che non va?

 

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L’Opera dei Pupi

Dunque, vediamo: scoprono dove si trova Bin Laden, anzichè catturarlo e spremergli tutto ciò che sa – e deve essere tanto – lo uccidono quasi a sangue freddo, poi si sbarazzano del corpo gettandolo a mare, invece di mostrarlo a tutto il mondo come prova dell’avvenuta fine dello “Sceicco del terrore”. Niente foto, niente filmati della cattura. E già qui c’è materiale in abbondanza per farsi venire più di un dubbio.

Ora la Casa Bianca rilascia alcuni video – a loro detta trovati nell’edificio in cui si rifugiava – che sono palesemente falsi. Se quello è Bin laden, io sono la regina Vittoria. Potete vederli qui.

Nel primo un presunto Osama si guarda in tv i video di quando era giovane. Basta osservarne il naso per capire che non è lui. Qui si vede meglio: al minuto 0:51 lo si vede per pochissimo di profilo. Il naso di Bin Laden è più lungo. Il secondo video ritrae un presunto Osama più giovane, con ancora la barba nera. Peccato che si tratti di un sosia. Gli occhi sono più piccoli e meno distanziati di quelli del vero Bin Laden.

Che senso ha tutto questo teatrino?

 

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L’ultimo baluardo

Aramcheck ha scritto un’appassionata e acuta difesa della nostra Costituzione.

«Il livello politico, culturale,  storico e spesso perfino umano di coloro che l’hanno scritta era talmente superiore a quello di questa classe politica che il solo paragone fa tremare i polsi. Volete davvero che Calderoli, Gasparri e magari Dell’Utri mettano le mani su qualcosa che Calamandrei, Foa, Pertini, De Gasperi, Einaudi, Nenni, Moro, Togliatti e Nilde Iotti hanno contribuito a scrivere? Sentite anche voi che, a dispetto delle idee politiche, c’è qualcosa che non va?»

Leggetelo per intero, merita.

 

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