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Archivi categoria: buone nuove

Papa Francesco

Oh capperi. Il pellegrino scalzo venuto da Assisi, che stava a pregare sul sagrato di San Pietro, vestito di sacco e sotto la pioggia, deve aver portato bene.

Questo nuovo papa italo-argentino mi ricorda tantissimo Giovanni Paolo I. Speriamo che questo non lo facciano fuori subito, perchè promette bene, a partire dal nome scelto. Ci vuole coraggio a volersi chiamare Francesco.

il-pellegrino-da-Assisi

Update: ma forse anche no. Pare che durante la dittatura simpatizzasse un po’ troppo con la destra peronista e che ne abbia combinato delle belle. Bah. Vedremo.

Ari-update 14 marzo: epperò anche tra blog e siti di informazione non è che son messi molto bene. È da ieri sera-stanotte che  si moltiplicano le pagine con presunte foto di Bergoglio assieme al dittatore Videla.

non-e-Francesco-1Una è già stata ampiamente smascherata come falsa – o meglio come ritraente un altro prelato – ma compare ancora su molte pagine web, magari con un “presunto” aggiunto in didascalia.

non-e-Francesco-2Un’altra sta ancora su diversi siti di “informazione” (per esempio qui e qui ma anche – che figura di cacca – in un video sul CorriereTV), ma basta guardarla per capire che quello non è Bergoglio, che all’epoca non era così vecchio e non era neppure vescovo. E poi semplicemente non gli assomiglia per niente. Ma usare gli occhi e un pochino di cervello, prima di ripetere a mo’ di eco quello che si legge altrove, no, eh? Troppa fatica, immagino.

 

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Papa Boy

76197-Do_ut_des-sfullLa chiesa cattolica si è affrettata a porre l’aureola ufficiale sul capo di Monti appena sceso in politica. C’è da meravigliarsi? Per niente.

Da un lato la vergognosa esenzione dall’IMU (con la complicità della UE), e di recente una serie di regalie fatte coi soldi pubblici che dovrebbero andare altrove:

E così  mentre Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dichiara che «sull’onestà e la capacità di Monti penso ci sia un riconoscimento comune, poi ognuno può avere opinioni diverse ma credo che su questo piano sia in Italia, sia all’estero ci siano stati riconoscimenti», si viene a sapere che il maxiemendamento alla legge di Stabilità prevede lo stanziamento di 5 milioni di euro per l’Istituto Gaslini di Genova (il cui presidente è proprio Angelo Bagnasco) e di altri 12 per il Bambin Gesù di Roma. Il tutto mentre la Sanità pubblica, quella veramente pubblica, agonizza strozzata da tagli e risparmi.

Dall’altro il fatto innegabile che questa cura-Monti sta pesantemente impoverendo il paese. E un paese povero, un popolo povero, è il terreno di coltura ideale per la chiesa, come lo è sempre stato nel passato. Più aumenta il numero di disperati, più gente torna a rivolgersi a loro. Più poveri ci sono in giro, più possono farsi belli della loro carità pelosa, finanziata in buona parte anche da tanti atei/agnostici che non darebbero un euro a nessuna chiesa, ma che si trovano costretti a farlo grazie al sodalizio di ferro tra stato e chiesa.

Questi ci vogliono poveri e succubi. Con troppi problemi pratici e immediati per distrarci dal controllare cosa combinano nelle alte sfere. E abbastanza disperati da ritirar fuori dal cassetto i santini impolverati e “accendere un cero alla madonna”. O comprare l’ennesimo grattati-e-vinci, tanto i soldi finiscono sempre lì.

Che manica di delinquenti. Meno male che Ingroia si è deciso, almeno posso tornare a votare. Non lo invidio affatto, a scendere in questa arena popolata da belve fameliche, ma ne ammiro il coraggio, e pure la follia, perchè bisogna essere un po’ pazzi a pensare che si possa risistemare questo casino e che il malato sia ancora curabile.

 

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Se ne va! Se ne va!!!

Non avrebbe potuto farmi un migliore regalo di compleanno. Non mi è mai importato dei compleanni, tantomeno del mio, ma vederlo associato alla strage di Nassiriya non contribuiva certo a farmi sorgere il desiderio di festeggiare. Cosi’ va decisamente meglio :D

 
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Pubblicato da su 12 novembre 2011 in buone nuove, Italia

 

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Kassim è libero!

Era ora!!!

 
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Pubblicato da su 18 aprile 2011 in buone nuove, CIA, Italia

 

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Sei onesto? Ti punisco

Sembra che questo paese non tolleri gli onesti. Guardate un po’ cosa è successo e sta succedendo a questo cittadino modello – sul serio – in quel di Torino. E magari sprecate due minuti per mettere una firma.

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2010 in buone nuove, disgusto, Italia, segnalazioni, sociale

 

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Colpi di coda

«Ricapitolando. Il premier B. ha due processi per frode fiscale e appropriazione indebita, uno per corruzione giudiziaria e un’indagine per minaccia a corpo dello Stato, senza contare prescrizioni, reati depenalizzati (da lui), amnistie, insufficienze di prove, le archiviazioni per decorrenza termini. Il suo braccio destro Previti è un pregiudicato per due corruzioni giudiziarie. Il suo braccio sinistro Dell’Utri è un pregiudicato per false fatture e frode fiscale, poi ha una condanna in appello per mafia, un processo per estorsione mafiosa, uno per calunnia pluriaggravata e un’inchiesta per associazione segreta (la P3). Il suo coordinatore Verdini è indagato per corruzione e P3. Il suo vicecoordinatore Abelli l’hanno appena beccato a prender voti dalla ‘ndrangheta. I suoi ministri Matteoli e Fitto sono a processo, l’uno per favoreggiamento, l’altro per corruzione. Altri due, Bossi e Maroni, già pregiudicati. (…) »

«Ossessionato dai tradimenti all’interno del suo stesso partito, come un imperatore di fronte ad un senato di invisibili congiurati, Berlusconi passa alle liste di proscrizione e annuncia una “taglia sulle spie del Pdl”. La notizia la dà Libero nell’edizione di stamattina. Mai come in questo caso varrebbe il luogo comune giornalistico che vuole un “clima da far west dentro il Pdl”.  Ma forse è più appropriato dire che le idi di marzo sono vicine e il nostro Cesare, a differenza dell’illustre predecessore, non intende sottovalutarle. Non si parla infatti di due soldi simbolici, ma di “tre milioni di euro a chi farà i nomi dei delatori alla stampa nei vertici del partito” e di “cinque per chi riuscirà a scovare i traditori dei Consigli dei ministri”. I soldi sarebbero già stati versati su un apposito conto corrente. (…) »

Stanno cominciando a scannarsi tra loro, insomma.
Sono in molti a dare per ormai morente questa casta di governo. Non so se sia davvero così e non so nemmeno se si tratti di una buona cosa: abbiamo un’alternativa che sia almeno passabile? No. E tutta questa gente sparirà nel nulla? Col cavolo. Tra pochi anni li ritroveremo riciclati sotto altre bandiere e comodamente installati sulle solite poltrone, o su altre appositamente create.

Nel frattempo, pur con l’acqua alla gola e con faide che stanno logorando dall’interno il partito di governo, pur di fronte ai fallimenti e alle figuracce recenti – vedi nomina di Brancher – il lupo perde il pelo ma non il vizio: qualcuno (il senatore Pdl Cosimo Latronico) è riuscito ad introdurre nella manovra finanziaria di Tremonti un emendamento “salvamanager” che ha ben poco a che fare con la manovra stessa, e che ha lo scopo più che evidente di bloccare i grandi processi per bancarotta, come quelli di Parmalat e Cirio. La norma è piuttosto complicata, qui una spiegazione del meccanismo. Ci avevano già provato un paio di anni fa, ma Tremonti, proprio lui, si era opposto.

«Nell’ottobre 2008, l’operazione apparve mirata soprattutto a salvare l’allora presidente di Mediobanca Geronzi, implicato nei processi conseguenti alle vicende Parmalat e Cirio. Tremonti si mise di traverso dichiarando in Parlamento che se l’emendamento non spariva all’istate lui se ne sarebbe andato dal governo. A due anni di distanza lo scenario è cambiato. Geronzi ha lasciato Mediobanca, e la settimana scorsa era a cena a casa di Bruno Vespa con Silvio Berlusconi, Gianni Letta e il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. La cena alla quale Tremonti non era invitato, e in cui si è anche parlato di una sua possibile sostituzione proprio con Draghi

E’ come se avvertissero il crollo imminente e cercassero di divorare tutto quello che si può.

«La banda del buco si sta disunendo, sente i rintocchi del Dies Irae e si abbandona a un arraffa-arraffa scomposto, disperato, da ultime ore di Pompei. Come quelle bande di topi d’appartamento che, sentendo suonare l’allarme della casa e in lontananza le sirene della polizia, si riempiono le tasche con le ultime posate d’argento e gli ultimi gioielli alla rinfusa prima della fuga. (…)»

Le belve morenti sono particolarmente pericolose. Anche per i loro simili.

 
 

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Opus Rai

Ho appena terminato la lettura di Vaticano S.p.A. di Gianluigi Nuzzi – saggio un po’ “alla Travaglio”, fitto di nomi, date, documenti, basato per buona parte sull’esplosivo archivio personale di monsignor Dardozzi – e cercando in rete qualche dettaglio in più su un episodio marginale, la tragicomica disavventura di Prandini[*], ho pescato tutt’altro. Una notizia che non merita la prima pagina, a giudicare da Google News, ma che dà decisamente da pensare.

Il nuovo Direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali della Rai, fresco di nomina, e’ Marco Simeon, un trentaduenne molto vicino all’Opus Dei e inoltre

segretario generale della Fondazione beni e attività artistiche della Chiesa; l’organizzazione, nella Genova di Bagnasco, dei “Cardinal dinners”; referente della National Italian American Foundation per conto della Santa Sede; priore della Fondazione Magistrato di Misericordia, un ente religioso presieduto dall’arcivescovo che amministra lasciti milionari; curatore dei rapporti tra Mediobanca, per cui lavorava, e il Vaticano. Quale mediatore della compravendita del complesso di Viale Romania, appartentente al Vaticano e afferente alle suore dell’ Assunzione, pare abbia ottenuto una parcella di oltre un milione di euro.

Che ci fa un tizio con un simile curriculum, uno che starebbe benissimo tra le pagine di Vaticano S.p.A., in una simile posizione di responsabilità alla Rai? Chi ce l’ha voluto? Perchè?

In confronto a questa, persino la notizia – certamente gradita – del pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla questione del crocifisso nelle scuole appare meno importante, quasi una distrazione da qualcosa di ben più serio. Secondo me in Vaticano in questo momento stanno festeggiando il vero successo, passato, com’era più che prevedibile, sotto silenzio[**].


[*] cosi’ come la racconta l’autore, il due volte Ministro dei Lavori Pubblici nei governi Andreotti affido’  i suoi soldi, una somma ingente, alle casse dello Ior – tramite padre Balducci -, somma che quindici anni dopo risultò sparita nel nulla e quindi non più recuperabile.

[**] In realtà con qualche piccolo strascico polemico. Amaramente divertente la replica di Garimberti, per il quale «Le delibere del consiglio di amministrazione della Rai, assunte su proposta del direttore generale, sono legittime». E ci mancherebbe che non lo fossero. Nessuno dubita che in Rai si facciano le cose per benino e secondo le regole formali. Come se il punto fosse questo.

 

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Instant karma

Cacciatori si contendono una lepre: un morto

Alè.

 
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Pubblicato da su 21 settembre 2009 in buone nuove, disgusto, Gaia, Italia

 

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L’onda lunga

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Fossi in Obama, ora andrei all’Henry Ford Museum per rendere omaggio a questo autobus. Questo e’ l’autobus su cui, il 1° dicembre 1955, Rosa Parks si rifiuto’ di alzarsi dal posto che aveva occupato e di cederlo ai passeggeri bianchi. Non credo che Rosa allora capisse davvero che cosa stava cominciando, con quel suo semplice gesto; e non credo che avrebbe potuto immaginare che l’onda lunga di quel rifiuto avrebbe portato gli USA, mezzo secolo dopo, ad avere un presidente afroamericano.

Ho sentito in diretta alla radio le urla di gioia di Chicago, alle 5 del mattino, quando la CNN ha dichiarato che Obama era diventato il 44° presidente degli Stati Uniti; e ho provato qualcosa di simile a quando seppi che Nelson Mandela era diventato presidente del Sudafrica. Un sogno, qualcosa di impossibile che era diventato realta’.

E devo render merito a McCain, perche’ persino lui, nel discorso in cui ha riconosciuto la sconfitta, si e’ congratulato con Obama non solo per la vittoria personale, ma anche perche’ (vado a memoria, il senso era questo) si tratta di una vittoria immensa per gli afroamericani e per gli Stati Uniti, un passaggio storico, il momento in cui gli Stati Uniti dimostrano davvero che chiunque, se dotato di capacita’ e buona volonta’, puo’ realizzare i propri sogni. Ne pareva persino orgoglioso…

Beh, insomma, si sara’ capito, a me questo mondo non piace tanto; ma in certi momenti un pochino  mi piace, ecco.

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Add on, 6 novembre:

Aggiungo la segnalazione di questo post di Aramcheck, che non la pensa come me sull’importanza del fatto che Obama sia nero, ma fa alcune osservazioni interessanti. Ne rubo la conclusione:

Quindi auguri a Barak Obama, al suo cambiamento se davvero arriverà e alla sua sfida nel raccogliere una nazione che rischia di andare in pezzi, ricordandogli che se alla prima visita diplomatica in Italia troverà un esercito di politicanti di colore che gli scodinzola vicino non avrà sbagliato aereo prendendone uno per l’Etiopia: sara’ soltanto lucido da scarpe spalmato sulle  solite facce. Siamo sempre noi i simpatici italiani che nessuno prende sul serio, quelli che mentre lei cerca per ora a parole di cambiare il mondo stanno qui a discutere del coccolone di Andreotti (col cazzo che  il vecchio vi muore in diretta! C’avete sperato lo so…), le esternazioni senili di Cossiga (lunga vita a lei Presidente Emerito! se campa altri dieci ci dirà anche chi ha ammazzato Kennedy!) e del sempre verde Licio Gelli che dopo la militanza fascista, il collaborazionismo coi nazisti  e le logge massoniche eversive si ritrova a novantanni a condurre un programma televisivo. E poi dicono che è l’America il paese dove puo’ succedere di tutto…

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2008 in buone nuove, razzismo, USA

 

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Sono alla frutta

Per arrivare a pensare a un concorso per la piu’ bella suora d’Italia, devono proprio essere disperati. Per di piu’ l’ideatore dell’iniziativa – che se e’ arrivata agli onori delle cronache deve aver ricevuto l’imprimatur dalle alte sfere – e’ un teologo morale.

A me pareva di ricordare che tra le imprescindibili richieste fatte agli aspiranti membri del clero ci fosse anche il rifiuto delle “lusinghe terrene”, dell’ostentazione di se’, della vanita’. Lo stesso abito monacale, casto e coprente, simboleggia il rifiuto della dimensione fisica ed estetica, la rinuncia alla corporeita’ e alle “tentazioni” ad essa associate. Non che io approvi questa roba, ben inteso. Ma ci vedo proprio una mancanza di coerenza di base. No, dico: le aspiranti miss dovrebbero inviare una foto a don Runci, foto che sara’ pubblicata e poi votata dal pubblico. Il fatto stesso di voler partecipare a un concorso del genere, di inviare una foto, di esporsi in quel modo, dovrebbe creare grossi conflitti a persone che hanno scelto quel genere di vita. E una roba simile viene in mente a un teologo morale?

Boh. L’unica spiegazione e’ che si tratti di una pura e semplice operazione di marketing. Sembra avvalorare l’idea anche il nome scelto: Sister Italia 2008. Quando e’ la chiesa ad usare l’inglese come un pubblicitario qualsiasi che debba vendere un prodotto qualsiasi – e cioe’, in sostanza, a piegarsi alle logiche del mercato e dell’italiano medio esterofilo – gli scricchiolii cominciano a farsi preoccupanti. Significa che il prodotto non vende piu’, che la concorrenza si e’ fatta insostenibile e che, pur di mantenere a galla l’azienda, si mandano al diavolo (ops…) persino i principi di base.

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2008 in abissi, buone nuove, chiesa, Italia, sesso, Uncategorized

 

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