Un incidente a un sottomarino nucleare non e’ notizia di tutti i giorni. Eppure l’incidente al sottomarino russo Nerpa, costato la vita a 20 persone (il «peggiore incidente per la marina russa da quando il sottomarino nucleare Kursk affondò nel Mare di Barents nel 2000 con tutti i 118 marinai a bordo»), non merita la prima pagina di Google News e viene relegato in fondo alla pagina delle notizie dall’estero. Accade poi una cosa curiosa: se si clicca sulla voce e altri 42 articoli simili » in fondo al trafiletto, si apre una pagina che dice: “Non è stato trovato nessun articolo correlato.” In realta’, facendo una ricerca specifica per “sottomarino nucleare” + “incidente” + “russo” si ottengono 74 risultati.
Ma forse non e’ il momento buono per parlare di cose simili [1]. Il nanopremier in visita in Russia ha pensato bene di dare in pasto ai media mondiali la battutaccia su Obama “abbronzato”, distraendo dal resto:
Il prossimo grande affare sarà il nucleare: «La Russia e l´Italia potrebbero avviare dal 2009 la progettazione congiunta di reattori di generazione 3 e 4», ha detto ai giornalisti Sergueï Kirienko l´amministratore del monopolista atomico di Stato Rosatom che gestisce tutte le industrie ed i siti nucleari della Federazione russa.
«Questo lavoro potrebbe iniziare l´anno prossimo» ha spiegato Kirienko a margine del summit italo-russo.
E proprio la frenesia per le elezioni negli Stati Uniti ha quasi completamente oscurato un’altra notizia: il giorno delle elezioni, il 4 novembre (ma te guarda a volte il caso…), la Camera ha approvato il disegno di legge 1441-ter, che sancisce il ritorno del nucleare in Italia. E fin qui, c’era da aspettarselo. Ma non e’ proprio tutto qui. Ci sono almeno tre aspetti della legge che giustificano il fatto di averla “nascosta” dietro il carrozzone elettorale a stelle e striscie:
- la legge prevede l’esercizio dei poter sostitutivi del Governo, esautorando regioni e comuni, anche per la localizzazione delle centrali;
- i siti individuati dal Governo per l’ubicazione degli impianti vengono dichiarati di interesse strategico nazionale, e dunque militarizzati fin dalla posa della prima pietra;
- viene infine conferita delega al Governo per la determinazione delle modalità di smaltimento delle scorie radioattive e dunque potenzialmente anche per la scelta del sito unico.
Ce n’e’ abbastanza di che preoccuparsi, no? Quindi e’ meglio che gli italiani pensino ad altro.
[1] In realta’ pare che non ci sia stata alcuna fuga radioattiva. Pareva cosi’ anche a Chernobyl, all’inizio, almeno a stare a sentire i russi; i quali non guadagnarono certo in credibilita’, da quella tragedia. E proprio sulla credibilita’ internazionale della Russia, probabile futura partner nucleare, si gioca una parte del rimpiattino mediatico. Quindi la semplice combinazione sottomarino nucleare russo + incidente + vittime e’ gia’ pericolosa in se’, fa scattare associazioni inconsce che e’ meglio evitare.






Commenti Recenti