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Bulli & pupe

01 ott

A rafforzare la tendenza giustificazionista che di fronte a comportamenti non proprio urbani dei bambini trova qualsiasi scusa pur di non dover ammettere che l’educazione ricevuta dai genitori sia determinante, ora arriva questa nuova “scoperta” di un gruppo di ricercatori dell’universita’ di Cambridge. Il titolo del pezzo di Adnkronos e’ esemplare: «Giovanissimi bulli per colpa di un ormone». Cosi’ i genitori dei piccoli mostri potranno mettersi il cuore in pace – se mai avessero avuto qualche dubbio sulle proprie capacita’ di educare i figli – e (continuare a) pensare che tanto non e’ colpa loro, non dipende dal loro stesso esempio, magari rinforzato dalla tv davanti a cui lasciano i pupilli, e’ solo uno squilibrio biochimico, una pillolina e via.

Sempre sul fronte frankenscienza, e’ sbucata la nuova versione del vecchio adagio di ispirazione cattolica “masturbarsi fa diventare ciechi”: i rapporti clandestini fanno venire il mal di testa. Bello, eh? Dice che a rischio sarebbero soprattutto gli uomini e che in gioco ci sarebbero una serie di fattori: alimenti afrodisiaci, farmaci che favoriscono le prestazioni, affaticamento fisico e stress psicologico dovuto alla relazione clandestina.
Ora, saro’ ingenua, dite quel che volete, ma a me vien da pensare che moltissimi matrimoni siano molto piu’ stressanti di qualunque relazione “clandestina” e che abbiano le potenzialita’ per far venire mal di testa ben piu’ feroci e duraturi. Ci scommetto qualcosa che si sarebbe potuta costruire una “notizia” con lo stesso grado di attendibilita’ (maggiore, a mio giudizio) e a partire dagli stessi dati, che pero’ affermasse che il matrimonio fa venire mal di testa. Cosa che pero’ in Italia nessuno – o almeno nessuno che voglia conservare i propri prestigiosi incarichi – si azzardera’ mai a dire.

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16 risposte a “Bulli & pupe

  1. Federico

    2 ottobre 2008 at 7:19 am

    Ma non erano le donne ad avere sempre il mal di testa? :-)

    Sinceramente anch’io ci credo poco a questa cosa dell’ormone (boh, probabilmente ci sarà pure qualche predisposizione, ma non esageriamo). Anche secondo me, laddove non si vuole spiegare un fenomeno con i giusti termini, si trova una giustificazione scientifica…o meglio fantascientifica. E’ una sorta di antievoluzionismo sociale (che in Italia attecchisce incredibilmente), dal sapore medievalnostalgico.

    In attesa del vaccino antibullo, Ti saluto.

     
  2. upuaut

    2 ottobre 2008 at 11:41 am

    Parlare di predisposizione genetica e’ una cosa ben diversa dall’affermare che il bullismo sia dovuto a uno squilibrio ormonale, che significa invece negare l’importanza determinante delle influenze ambientali nel selezionare, favorire o sfavorire le caratteristiche genetiche. L’articolo che ho linkato non parla nemmeno di queste influenze, limitandosi ad un vaghissimo e criptico accenno (“Lo studio suggerisce dunque che violenza e aggressività dei giovanissimi possono avere delle basi biologiche, proprio come la depressione e l’ansia”), tacendo pudicamente – paura di offendere i lettori-genitori? – su cio’ che fa da catalizzatore.
    E in effetti con depressione e ansia e’ la stessa cosa: puntare l’attenzione sui fattori genetico-chimici significa sottostimare l’importanza assolutamente determinante di quelli psicologici, ambientali, relazionali. Il risultato e’ che milioni di persone si imbottiscono di pillole per poter continuare a funzionare, mentre le vere cause del loro stato non vengono nemmeno prese in considerazione. Io ci vedrei, piu’ che un antievoluzionismo sociale, la manifestazione della visione dell’essere umano come macchina-e-solo-macchina, che quando non funziona deve avere qualche rotella rotta e quindi va riparata in senso puramente meccanico.
    Aggiungo una cosa: il vaccino anti-bullo che tu preconizzi avrebbe come effetto quello di deresponsabilizzare totalmente i genitori, i quali potrebbero continuare a comportarsi come piu’ aggrada loro, sicuri che in ogni caso i loro figlioli “verranno su bene”. E’ una versione paradossale della “botte piena e moglie ubriaca”, insomma.

     
  3. Federico

    2 ottobre 2008 at 12:23 pm

    Sì, sì sono pienissimamente d’accordo con te, forse dal mio breve commento non emergeva. Non so però se certe omissioni siano state studiate (per esempio “per non offendere” come tu ipotizzi) o siano state fatte per incompetenza. In effetti la sociologia (intesa sia come causa che conseguenza di un fenomeno) è una materia generalmente molto ignorata…è più facile credere alla “scienza” che alla statistica.

    Certo, il vaccino antibullo avrebbe effetti deleteri. Ma sinceramente dubito che lo inventeranno (a meno che si prenda un ansiolitico potente e lo si travesta da vaccino…).

     
  4. upuaut

    2 ottobre 2008 at 12:52 pm

    In effetti non so nemmeno io se le omissioni dipendano da una precisa volonta’ dei giornalisti o meno. Considerando il fatto che di norma si limitano a riprendere le veline cosi’ come arrivano, direi che probabilmente l’omissione sta a monte, ma non escluderei la volonta’ piu’ o meno conscia di non voler urtare la sensibilita’ dei molti genitori che costituiscono il pubblico.

    Si, il vaccino anti-bullo sta nel regno del fantastico, per ora almeno, e il mio discorso era paradossale. Diciamo che a molti genitori piacerebbe e farebbe comodo. Quanto agli ansiolitici a cui accenni, e’ esattamente quello che accade nel caso dell ADHD e del Ritalin: psicofarmaci ai bambini, per tenerli buoni quando l’educazione fallisce.

     
  5. Puk

    2 ottobre 2008 at 3:54 pm

    Quand’ ero giovane io se mi comportavo come certi ragazzetti che vedi oggi mio padre vivo me lo faceva mangiare, l’ ormone!

    Comunque io ce l’ avrei, la soluzione per accontentare genitori, figli e ricercatori cazzari…

    (suspance)

    *** I videogiochi antibulli per Pleistescion!! ***

    Sono come dei videogiochi normali, ma invece che massacrare alieni e soldati nazisti si fanno polpette di ragazzotti con gli abiti firmati e l’ ormone a mille!

    Pensaci:
    - i genitori non potrebbero chiedere di più perchè non c’è niente di meglio che lasciare i frutti dei loro peccati in stato comatoso davanti ad un video per tutto il giorno, e la giustificazione che sarebbe “educativo” allevia anche quei piccoli pruriti che ogni tanto persino la coscienza più scafata può suscitare.
    Se poi il figlio è comunque un po’ fascistello si potrebbe sempre dare la colpa ad un bug nel programma.
    - i ggiovani vogliono giocare alla Pleistescion e punto
    - i ricercatori potrebbero sbizzarrirsi a tirare fuori statistiche di come il bullismo sarebbe un fenomeno in regressione da quando questi giochi sono stati lanciati sul mercato, previo contratto di collaborazione con gli editori per le consulenze nello sviluppo dei giochi stessi

    Tutti felici e contenti, e l’ economia gira!!

    Devo proprio ricordarmi di candidarmi alle prossime elezioni, ecco :)

     
  6. raffrag

    2 ottobre 2008 at 4:07 pm

    Ho letto l’articolo in originale, e mi pare che gli autori nella discussione correttamente concludano: Remaining questions relate to the physiologic origin of the cortisol hyporeactivity observed in CD (conduct disorder) and its implications for psychological functioning. Future studies should examine whether cortisol hyporeactivity precedes CD onset using longitudinal designs.

     
  7. upuaut

    2 ottobre 2008 at 7:41 pm

    @Puk
    Geniale, approvo :D

    @raffrag
    Mah, il brano che hai trascritto riconduce i dubbi a una notarella, che pare messa giusto per dovere. E d’altra parte Fairchild – il direttore della ricerca – si e’ espresso diversamente, a giudicare dal pezzo di Adnkronos (vedi l’ultimo capoverso).
    Invece a me colpisce soprattutto il campione ridottissimo: 70 persone con precedenti episodi di “conduct disorder” piu’ 95 elementi di controllo. Un po’ poco per trarre conclusioni solide, mi sembra, tanto piu’ che precedenti studi – come riportato proprio nell’articolo che hai linkato – hanno anche dato risultati contrastanti.

     
  8. Federico

    3 ottobre 2008 at 10:13 am

    Avevo sentito qualcosa del genere. E’ semplicemente vergognoso.

    @ Puk: una ricerca, credo svedese (ma non sono sicuro), avrebbe dimostrato che chi passa del tempo con certi giochi ha meno possibilità di “delinquere”: 1) perché non esce di casa; 2) perché in qualche modo “sfoga” i suoi istinti in modo virtuale.

    C’era una volta l’educazione…

     
  9. Neclord

    3 ottobre 2008 at 10:16 am

    Il ruolo dei Media sta diventando sempre più quello di strumento di “marketing” e di “convincimento” di certi valori indottrinati da chi, evidentemente, sta in alto. Sono tanti i segnali di questo modo di operare, le colonnine di gossip sui quotidiani, le trasmissioni di “tette e culi” e la tendenza a ignorare sempre di più notizie serie e “noiose”.

     
  10. silviu'

    3 ottobre 2008 at 11:03 am

    mandare affanbagno i ricercatori e ignorarli??? Ma:

    matrimoni siano molto piu’ stressanti di qualunque relazione “clandestina” e che abbiano le potenzialita’ per far venire mal di testa ben piu’ feroci e duraturi

    mia moglie soffre di emicrania e accusa ME!!!

    quale delle due di cui sopra devo scegliere???

     
  11. upuaut

    3 ottobre 2008 at 12:27 pm

    @Federico
    Aaaah, di quella ricerca non mi pare di aver sentito parlare (e non mi meraviglia che qui non sia stata strombazzata in lungo e in largo, visto che dice l’esatto opposto di quello che certi allarmisti sostengono e che molti genitori vogliono credere). Hai qualche elemento per ripescarla?

    @Neclord
    Non lo sta diventando, lo e’ sempre stato, in un modo o nell’altro. Pasolini diceva cose simili gia’ all’inizio degli anni ’70, per dire.

    @silviu’
    La signora potrebbe pure aver ragione, eh… :D

     
  12. silviu'

    3 ottobre 2008 at 2:08 pm

    dato per scontato che la signora abbia ragione (dopo tutto il mal di testa ce l’ha lei) mi chiedevo PER LEI quale delle due fosse la causa :-(

     
  13. upuaut

    3 ottobre 2008 at 2:42 pm

    Io mi riferivo al matrimonio, eh :P

     
  14. equipaje

    4 ottobre 2008 at 1:23 am

    Cielo, che mal di testa :D

     
  15. Federico

    4 ottobre 2008 at 5:41 pm

    Dunque, ho trovato qualche articolo che tratta di qualcosa di simile: qui,qui, e qui, si parla dello studio di Patrick Kierkegaard. Più che escludere totalmente ogni sorta di collegamento tra videogames e criminalità, si precisa che non esistono al momento prove a dimostrazione di tale collegamento.

     
  16. upuaut

    4 ottobre 2008 at 8:14 pm

    Grazie, Federico, me li leggo :)

     

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