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Politically incorrect

21 mar

I tedeschi sono pazzi.

Lo pensai gia’ quando abbatterono l’orso Bruno.

Erano 170 anni che un orso bruno non si faceva vedere dalle loro parti; l’ultimo venne abbattuto e fini’ nel museo di Monaco di Baviera. Anche Bruno era destinato alla stessa sorte, non so poi cosa ne sia stato.

knut_0102081611100.jpgMa devono avercela in particolare con gli orsi, se persino un cucciolo di orso bianco nato allo zoo di Berlino ha rischiato di venire abbattuto; e non da parte di qualche cacciatore sdoganato dai politici locali, no. Su richiesta di alcuni animalisti.

La storia e’ questa: un’orsa bianca ospite dello zoo di Berlino partorisce un cucciolo, che pero’ abbandona subito dopo la nascita. Il cucciolo, chiamato Knut, viene tenuto per un po’ in un’incubatrice e poi allevato da personale dello zoo. Mentre diventa, comprensibilmente, la star di Berlino, amato da tutti, alcuni “animal rights activists” chiedono che venga abbattuto con un’iniezione letale, perche’ sta crescendo in modo “non naturale”:

“Raising him by hand is not appropriate to the species but rather a blatant violation of animal welfare laws”

Berlin Zoo is allowing Knut to be raised in such a way that the bear will have a behavioral disorder for the rest of his life, Albrecht believes. “In actual fact, the zoo needs to kill the bear cub,” he adds.

Insomma, in nome del benessere dell’animale, ammazziamolo. Il fatto che si tratti di una specie protetta, che corre rischi di estinzione, e’ secondario.

Per fortuna, probabilmente anche a causa delle proteste sollevate dall’idea aberrante di ucciderlo, ci hanno ripensato.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

Mentre scorrevo le pagine che parlavano dell’orsetto Knut, mi e’ caduto l’occhio su questa notizia: una donna di origine marocchina, madre di due figli, che era stata piu’ volte picchiata e minacciata di morte dal marito, ha chiesto il “divorzio rapido”, permesso dalla legge tedesca in casi gravi. La giudice a cui era stata indirizzata la richiesta, pero’, l’ha rigettata, riferendosi ad un passo del Corano che alcuni hanno interpretato come un “permesso” del marito di picchiare la moglie. E siccome marito e moglie sono entrambi marocchini, vale la regola coranica; percio’, sempre secondo la giudice, non sussistono le ragioni per richiedere il divorzio rapido.

Anche questa storia sembra andata a buon fine, causa un bel po’ di reazioni indignate da varie parti.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

Poi ci sarebbe una storia sentita un po’ di tempo fa e di cui non sono capace di trovare riferimenti. La scrivo come me la ricordo.

Da un po’ di tempo in Germania la prostituzione e’ legale, con tanto di tasse da pagare ed accesso alle liste del collocamento. Ottima cosa.

Ma una ragazza che era iscritta alle liste di disoccupazione si e’ vista proporre come lavoro la prostituzione, per un “tenutario” che aveva chiesto all’ufficio di collocamento di inviargli qualche nominativo. Non avendo alcuna intenzione di prostituirsi, ha rifiutato; e si e’ sentita rispondere che, in questo caso, avrebbe perso il diritto al sussidio di disoccupazione.

Questa storia non so come sia andata a finire.

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*

Questi tre episodi, a mio parere, hanno in comune una cosa: in tutti i casi un principio (quello dei diritti degli animali per l’orso Knut, quello del rispetto delle minoranze nel caso della moglie marocchina, quello della “legge uguale per tutti” nel caso della ragazza che non voleva prostituirsi) viene portato alle sue estreme conseguenze, fino a danneggiare quei soggetti che il principio vorrebbe tutelare. In nome di un concetto astratto si arriva a paradossi incomprensibili.

A me questa cosa, in tempi di fondamentalismi striscianti (e per di piu’ in un paese occidentale, democratico, “avanzato”), spaventa assai.

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9 risposte a “Politically incorrect

  1. il salta

    22 marzo 2007 at 3:33 pm

    Sì, anche a me pare abbastanza inquietante.
    … Mi ha inquietato parecchio anche l’invasione di cattolici infervorati in questa piazzola privata, a dire il vero :-P

     
  2. upuaut

    22 marzo 2007 at 7:11 pm

    Vero? Queste azioni da lobby sono abbastanza allarmanti, in effetti, perche’ significa che c’e’ qualche gruppo che vuole pilotare le dinamiche dei blog a proprio vantaggio. E’ un fenomeno che si e’ gia’ visto anche in altri ambiti e su altre tematiche e sembra in crescita. L’importante e’ saperlo e riconoscerne i sintomi appena si presentano.
    A proposito: gli accessi al blog sono ancora al di sopra della media e sempre indirizzati allo stesso post. E continuo a trovare commenti inviperiti in coda di moderazione, l’ultimo dice che ho cancellato indebitamente un commento. Indebitamente, capito? come se il lasciarlo fosse dovuto.

     
  3. RaF

    23 marzo 2007 at 11:32 am

    …riguardo ai tedeschi pazzi…mah, ci sarebbe molto da discutere…
    Parlo faziosamente, visto che un paio d settimane fa ho conosciuto una ragazza tedesca (davvero carina) all’università con cui è davvero bello parlare anche se non sempre ci capiamo…
    Mi ha parlato molto della Germania e (a parte il gelo) è un posto stupendo per vivere…sono molto più avanti di noi in tutto…
    Criticabile certo un giudice che prende come legge un versetto coranico sovvertendo la laicità dello Stato…ma non certo meno criticabile di noi italiani che ci lasciamo condizionare da truppe di cardinali pronti a impicciarsi di ogni minima questione politica che potrebbe compromettere la loro condizione ed il loro potere reale sulle masse.
    La storia dell’orsetto in un paese di cuori teneri come noi non sarebbe mai potuta accadere e fortunatamente anche in Germania pare si sia conclusa per il meglio…ma abbiamo decine e decine di canili (specie nel Sud) in condizioni aberranti, più simili a lager che altro, dove i già pochi fondi statali svaniscono misteriosamente…e raramente se ne parla…
    Quanto alla ragazza che rifiuta d prostituirsi, beh c’è davvero da restare perplessi…
    Dal punto di vista del diritto se prostituirsi è un lecito e procura un guardagno è da considerarsi un lavoro come un altro al pari dello spazzino o del panettiere,in teoria…
    La privazione del sussidio di disoccupazione quindi sarebbe legittima, sempre in teoria…la ragazza in questione comunque si è anche rivolta ad avvocati vari ma non c’è stato nulla da fare….
    c’è davvero da restare molto molto ma molto perplessi…
    Il fatto è accaduto a Berlino. Ecco la storia in dettaglio Up;-) :

    Una giovane di 25 anni, impiegata in una ditta di software, perde il posto e si iscrive all’ufficio di collocamento. Nel curriculum, tra le sue esperienze di lavoro , indica di aver lavorato come cameriera di bar e di essere disponibile al lavoro notturno. Pochi giorni dopo riceve la chiamata dell’ufficio: c’è un datore di lavoro “interessato al suo profilo professionale”, si sente dire la signorina. Si presenta, e scopre che il datore di lavoro è un tenutario di bordello, che cerca donne per “servizi sessuali”. Indignata, la ragazza rifiuta, e informa della strana offerta l’Ufficio. Il quale le risponde: “la prostituzione in Germania è una professione legale. Se lei rifiuta quell’impiego, le tagliamo il sussidio di disoccupazione”. La signorina si rivolge ad avvocati per difendere il suo diritto al sussidio, ma la risposta è invariabile. In Germania la prostituzione è stata legalizzata da due anni. Ciò significa che i padroni dei bordelli – che pagano le tasse sui profitti della loro attività e l’assicurazione malattia alle loro “impiegate” – hanno diritto a rivolgersi agli uffici di collocamento per la ricerca del personale di cui hanno bisogno. Non meno dei dentisti che cercano un’infermiera, o degli uffici che cercano dattilografe. Quanto a lei, la riforma della previdenza parla chiaro: ogni donna sotto i 55 anni che sia stata disoccupata per più di un anno, se non accetta il lavoro offerto dal Collocamento, perde l’assegno di disoccupazione. Storia altamente istruttiva, esempio supremo di eterogenesi dei fini. Depenalizzare la prostituzione è stata una battaglia per i diritti civili molto cara ai progressisti. Legalizzarla è sembrata un ulteriore passo avanti. Il risultato di questa lotta per la “liberazione della donna” è che oggi lo Stato può obbligare una giovane disoccupata a prostituirsi. E’ il diritto “positivo” che celebra i suoi trionfi malefici sul diritto naturale.

    L’incredibile vicenda è narrata dal Telegraph, il maggior giornale britannico: “If you don’t take a job as a prostitute, we can stop your benefits”, di Claire Chapman, 31 gennaio 2005.
    ecco :

    http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2005/01/30/wgerm30.xml

    RaF

     
  4. RaF

    23 marzo 2007 at 11:38 am

    uff…ma non mi fa lasciare commenti…

     
  5. azzurra

    23 marzo 2007 at 9:00 pm

    tsk, sempre la solita discrezionalità…cancellare un commento..vogliamo parlare di questo strisciante senso antidecratico, eh?:P
    /me ride

     
  6. azzurra

    23 marzo 2007 at 9:00 pm

    ehm..anti deMOcratico, ecco, ce l’ho fatta!

     
  7. upuaut

    26 marzo 2007 at 10:04 pm

    Urca, non so cosa sia successo coi commenti di RaF, li ha mandati in coda di moderazione senza nessuna ragione e per di piu’ me li ha mostrati solo oggi. °_°
    Non so che gli sia preso… scusa, RaF!

     
  8. upuaut

    26 marzo 2007 at 10:07 pm

    Letto tutto, grazie di aver ripescato la notizia, e’ proprio aberrante come la ricordavo. +_+

     

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